Pratica commerciale scorretta Faro Antitrust su Volkswagen
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fonte:
- la Repubblica
ISTRUTTORIA DELL’ AUTHORITY ITALIANA.IN 10 PROCURE ESPOSTI DI ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI ROSARIA AMATO ROMA . Non basta rimettere a posto gratuitamente la centralina. I proprietari delle auto “truccate” hanno diritto anche a un risarcimento, se non altro perché ritenevano di aver comprato una vettura che inquina pochissimo, e invece se ne ritrovano una che così com’ è non è più utilizzabile e che, una volta rimessa in linea con le norme antiemissione, sarà sicuramente “debilitata” e con un valore di mercato inferiore, qualora la si volesse rivendere. E’ la tesi delle principali associazioni dei consumatori italiane, che si stanno attrezzando per le azioni legali. Il primo passo è stato quello di ricorrere all’ Antitrust, che ha risposto prontamente aprendo un’ istruttoria per pratica commerciale scorretta nei confronti della Volkswagen e della sua filiale che opera nella distribuzione di autoveicoli in Italia. Il Garante intende accertare se i consumatori siano «stati indotti in errore nelle loro scelte d’ acquisto dai claims utilizzati da Volkswagen su emissioni e classe di omologazione all’ interno delle proprie campagne pubblicitarie e nei dépliants informativi distribuiti dai concessionari e rivenditori». L’ altra strada è quella dell’ azione penale, che in Francia è stata avviata d’ ufficio per iniziativa della procura di Parigi, che ha aperto un’ inchiesta per sospetta frode aggravata (in Italia un’ iniziativa analoga è stata intrapresa qualche giorno fa a Torino dal pm Raffaele Guariniello). Sul fronte delle azioni penali ieri mattina in dieci procure sono arrivati gli esposti di Adusbef e Federconsumatori, che intanto denunciano la Volkswagen per frode in commercio e truffa, e poi si preparano per una class action. La strada della class action è stata già intrapresa dal Codacons, che l’ ha avviata davanti al tribunale di Venezia, e ha inviato una diffida formale alla Volkswagen a tutela degli automobilisti italiani, diffida che il gruppo ha respinto, rifiutandosi di fornire le informazioni richieste. Mentre ha invece dato ampia assicurazione al governo che i veicoli con il software alterato verranno richiamati al più presto. «Volkswagen- ribadisce la società sul suo sito Internet – si assume la piena responsabilità e si farà carico dei costi per tutte le misure necessarie». Sono in fase di allestimento inoltre pagine Internet sui vari siti nazionali in cui ognuno può verificare, partendo dal numero di telaio, se la propria vettura è dotata del propulsore che altera le emissioni. Il problema è che un intervento di questo tipo è insufficiente, spiega Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori: «Il cambio della centralina e del software comporta sicuramente un abbattimento della potenza del motore: i cittadini hanno quindi tutti i diritti per chiedere un risarcimento. Per farlo, per prima cosa devono inviare alla Volkswagen una lettera di messa in mora. Oltre al danno economico, si può chiedere anche un risarcimento ulteriore per il danno esistenziale. Noi stiamo preparando anche una class action, che però con la legge attuale è molto complessa, e quindi va valutata e preparata con la massima cura perché il giudice non la respinga come inammissibile». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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