3 Ottobre 2015

In Italia si muove l’ antitrust, gli Usa ampliano le indagini

In Italia si muove l’ antitrust, gli Usa ampliano le indagini
in francia la procura ha aperto un’ inchiesta per truffa aggravata

Valanga di indagini, dall’ Europa agli Usa, sullo scandalo dei motori diesel truccati di Volkswagen. Le autorità americane estendono l’ indagine ad altri marchi, la Francia apre un’ inchiesta per truffa aggravata e anche l’ Antitrust italiano avvia un’ istruttoria nei confronti della casa automobilistica tedesca. Intanto, mercoledì si riunirà il consiglio di sorveglianza di Volkswagen per affrontare le conseguenze del “dieselgate” che, secondo gli analisti di Credit Suisse, potrebbe attivare a costare fino a 78 miliardi di euro. Ad una decina di giorni dallo scoppio dello scandalo, partito negli Usa e poi allargatosi in Europa, le autorità americane hanno deciso di estendere l’ indagine sulle emissioni diesel ad altri marchi (secondo il Financial Ti mes, una ventina di modelli di Bmw, Chrysler, General Motors, Land Rover e Mercedes Benz) per accertare se Volkswagen sia stata l’ unica ad aggirare i test. I test saranno condotti su un’ auto usata di ogni modello e se ci fossero sospetti si partirebbe con un’ indagine a tappeto. Fari puntati su Volkswagen anche in Francia, dove la procura di Parigi ha aperto un’ inchiesta preliminare per truffa aggravata, e in Italia, dove l’ Antitrust ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti di Volkswagen. L’ istruttoria dell’ autorità italiana riguarda la configurabilità di una pratica commerciale scorretta: in particolare, i consumatori potrebbero essere stati indotti in errore nelle loro scelte d’ acquisto. Sempre ieri Adusbef e Federconsumatori hanno presentato esposti con l’ ipotesi di frode in commercio e truffa presso le dieci maggiori Procure della Repubblica. Plaude alla decisione dell’ Autorità garante della concorrenza il vice ministro dei trasporti Riccardo Nencini, che parla di «cosa giusta a difesa dei cittadini». Il Codacons chiede all’ Antitrust di applicare la sanzione massima, denunciando che Volkswagen si rifiuta di fornire i dati richiesti; mentre l’ Unione nazionale consumatori chiede che l’ indagine sia estesa anche a tutte le altre case automobilistiche. Ottimista sulla vicenda il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, secondo il quale si va «nella giusta direzione»: «I dati dell’ azienda sono arrivati, si procede, richiameranno i veicoli». Martedì l’ amministratore delegato di Volkswagen Italia, Massimo Nordio, sarà in audizione in Commissione in Senato.

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