== La notizia: frena inflazione a novembre, -0,4% mese +0,1% anno
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fonte:
- AGI
(AGI) – Roma, 30 nov. – Brusca frenata dell’inflazione a novembre. Secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettivita’, al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,4% rispetto al mese precedente e aumenta dello 0,1% nei confronti di novembre 2014, con una riduzione di due decimi di punto percentuale rispetto al valore registrato a ottobre (+0,3%). Per il dato tendenziale si tratta del livello minimo da maggio scorso.
Il dato non piace al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. L’Italia, ha ricordato l’inquilino di via XX settembre, “e’ un Paese ad alto debito” che e’ influenzato dall’inflazione il cui andamento tuttavia “non dipende dal governo italiano e non sta andando bene. Sarebbe utile se fosse un po’ piu’ elevata”, ha sottolineato il ministro, ” ma su questo contiamo sulla Bce che sta insistendo su una politica monetaria eterodossa”.
Anche Confesercenti non nasconde le proprie preoccupazioni. “La frenata dell’inflazione registrata a novembre e’ superiore alle aspettative. Sul versante ‘prezzi’, infatti, novembre e’ solitamente un mese freddo, spesso caratterizzato da flessioni congiunturali; ma il calo di 0,4 punti registrato quest’anno su ottobre fa riflettere, anche perche’ e’ la diminuzione piu’ ampia registrata in novembre negli ultimi due anni”.
I consumatori guardano anche agli attentati di Parigi per spiegare il rallentamento. “L’effetto Parigi pesa in modo impressionante anche sulla nostra economia”, afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. “Ristoranti e alberghi si sono infatti svuotati dopo i fatti del 14 novembre, come denunciato in prima istanza dal Codacons e come certificato oggi dall’Istat, che attribuisce il rallentamento dell’inflazione soprattutto ai servizi ricettivi e di ristorazione. Proprio la modifica dei comportamenti economici dei cittadini ha influito negativamente sull’andamento dei prezzi di beni e servizi, portando ad un calo dei listini rispetto ad ottobre e ad una brusca frenata della crescita su base annua”.
Mentre per l’Unione nazinale consumatori “questa flessione nella dinamica dei prezzi dimostra che la crisi dei consumi e’ ancora in atto e che la domanda e’ ben lungi dal decollare. Se vogliamo che i consumi ripartano”, sostiene il segretario dell’organizzazione, Masismiliano Dona, “urge una riforma fiscale che aiuti le famiglie piu’ in difficolta’”. E anche per Federconsumatori e Adusbef, “di fronte a tali dati, appare evidente la necessita’ di intervenire concretamente per dare una vera svolta all’economia, per determinare una vera, stabile e duratura ripresa della domanda interna”. (AGI) Mau
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