28 Novembre 2015

Goffi: «Non c’ erano alternative» Ma il Codacons lancia la class action

Goffi: «Non c’ erano alternative» Ma il Codacons lancia la class action
l’ ad: l’ europa non consente misure compensative per i risparmiatori

«PURTROPPO non c’ erano alternative. Il sacrificio è di una minoranza». Così Luciano Goffi, direttore generale della vecchia Banca Marche e da lunedì amministratore delegato della Nuova Banca Marche. Il banchiere dice di «capire la rabbia e la sorpresa di azionisti e obbligazionisti subordinati che hanno visto azzerati i loro risparmi, ma non si poteva fare altrimenti». Goffi esclude poi «misure compensative» per chi ha perso i suoi risparmi: «L’ Europa – spiega – non ce lo consente». «Non abbiamo salvato la banca – spiega l’ ad – ma il risparmio di centinaia di migliaia di depositanti che sarebbero stati penalizzati con il bail-in nel 2016 ed evitato che la crisi toccasse la parte pubblica». Sono quasi 40mila gli azionisti e 900 gli obbligazionisti che hanno perso i soldi. Goffi si dice addolorato: «Mi dispiace tantissimo, avrei preferito che gli impatti fossero inferiori, ma lo sforzo è stato anche delle banche che hanno messo soldi a fondo perduto». INTANTO il Codacons sta ultimando la preparazione di una class action in favore dei risparmiatori trascinati loro malgrado nel salvataggio di Banca Marche, ma anche di Carife, Carichieti e Banca Etruria. «Ciò che sta accadendo è vergognoso – spiega il presidente Carlo Rienzi -. Migliaia di risparmiatori sono stati ridotti da un giorno all’ altro sul lastrico, perdendo i risparmi di una vita, a causa di una decisione caduta dall’ alto con la complicità degli organi di vigilanza. Ancora una volta i piccoli investitori sono chiamati a ripianare i debiti prodotti da una gestione dissennata degli istituti di credito, mentre manager e dirigenti continuano a godere di buonuscite milionarie». Il Codacons ha deciso quindi di intentare una azione risarcitoria collettiva – che sarà presentata la prossima settimana – in favore dei «titolari di azioni e obbligazioni subordinate dei 4 istituti di credito salvati dal governo, attraverso la quale sarà richiesto il rimborso integrale degli investimenti e il risarcimento dei danni subiti, nei confronti degli amministratori degli istituti di credito coinvolti e delle banche che hanno piazzato titoli ad elevato rischio senza fornire adeguate informazioni ai risparmiatori». Alzano la voce anche i piccoli azionisti: «In un fine settimana – dicono – hanno salvato Banca Marche e rovinato 40mila azionisti, ora invitiamo i nuovi vertici a riunirsi anche di notte questo fine settimana per decidere cosa fare per chi hanno lasciato col sedere per terra. Perchè ricordiamo che azionisti, obbligazionisti e correntisti sono gli stessi». Ieri le associazioni degli azionisti privati di BM e degli azionisti-dipendenti «Dipendiamo BM», alla presenza dell’ Unione nazionale dei consumatori, hanno annunciato di essere pronti a «qualunque tipo di azione giudiziaria, penale e civile, per tutelare i loro interessi e per essere risarciti del danno subito. Potrebbero essere coinvolti anche altri rispetto ai 37 già indagati dalla Procura». Altri servizi in Nazionale.

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