Lavoro e contratto degli statali Cgil: Poletti come un Ufo Robot
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piazza i sindacati: basta spot, si rinnovino le intese ferme da sei anni
camusso e furlan: pronti alla lotta. e bombassei difende il ministro
Non si placa la polemica tra i sindacati e il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Anzi, la protesta di ieri dei sindacati della pubblica amministrazione, scesi in piazza a Roma per rivendicare il rinnovo contrattuale, la amplifica. E uno sciopero generale non è escluso. «L’ idea che emerge è quella di un ministro che non conosce com’ è fatto il lavoro e vuole apparire come “Ufo Robot” per risolvere tutti i problemi. Ma le condizioni non vanno che peggiorando», commenta la situazione, proprio nel corso della manifestazione, Susanna Camusso, leader della Cgil. «Rinnovo dignitoso» Il riferimento diretto è alle parole del ministro, che l’ altroieri aveva detto di non utilizzare solo l’ ora-lavoro come riferimento per i contratti. Poletti è invece difeso da Alberto Bombassei, presidente della Brembo ed esponente di Scelta civica, che si riferisce direttamente alla proposta del ministro di non legare il valore dei contratti al numero di ore lavorate: «L’ ha detto male ma dietro una provocazione c’ è tanta verità», afferma Bombassei. E il Codacons, dal canto suo, annuncia una class action contro il congelamento del contratto degli statali. Ma è dalla Cgil che arrivano gli strali più acuti: «L’ idea che ha il ministro – ha sottolineato la Camusso – è che non ci siano più delle regole per i diritti dei lavoratori. Il ministro non conosce com’ è fatto il lavoro, il rapporto che c’ è tra la fatica e il tempo dei lavori. Vorrei vederlo a tradurre ciò che ha detto nella concretezza del lavoro quotidiano delle persone. Forse – ha evidenziato ancora il numero uno della Cgil – un ministro del Lavoro dovrebbe sapere di cosa parla». Critico anche il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo: «Poletti è entrato a gamba tesa sulla questione dei rinnovi contrattuali e questo non va bene. Io parlo da sei mesi di rivoluzione industriale 4.0 e lui credo non sappia cosa sia. Se dobbiamo discutere seriamente, noi siamo pronti, ma se pensano, attraverso slogan giornalistici, di fare un attacco ulteriore alla contrattazione in favore di un neoliberismo selvaggio, hanno sbagliato tempo e modo». Poi, dal palco, Barbagallo ha aggiunto:«Se non si fa il contratto subito, entro la Befana, la prossima manifestazione non sarà né di sabato né di domenica». La manifestazione Il corteo dei lavoratori del pubblico impiego per lo sblocco dei contratti nella pubblica amministrazione – circa trentamila persone, secondo gli organizzatori – è partito da piazza della Repubblica. In testa, dietro lo striscione che è slogan della manifestazione («Contratto subito»), i leader di Cgil, Cisl e Uil. La protesta monta e a chi le chiede se è in vista uno sciopero generale, Camusso risponde: «Decideremo sulla base delle risposte che riceveremo». «Il sindacato non si fermerà», le fa eco la Furlan. E la Cisl non è da meno. «Il governo trovi le risorse adeguate per un rinnovo dignitoso del contratto degli statali, altrimenti certo la nostra lotta non si può fermare. Dopo sei anni di blocco, offrire cinque euro di aumento è poco dignitoso per i lavoratori e per il governo che rappresenta lo Stato datore di lavoro. Le uscite estemporanee del ministro non sono condivisibili. Che significato hanno le battute?», ha aggiunto.
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