>>>ANSA/ Roma:senza stipendio da mesi, ancora stop bus periferie
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fonte:
- Ansa
Da sei giorni. Ieri sbloccati salari, lunedì vedranno prefetto
ROMA
(ANSA) – ROMA, 28 NOV – Periferie a piedi per il sesto giorno di protesta dei lavoratori di Roma Tpl, da mesi senza stipendio. L’intera rete dei collegamenti gestiti dal consorzio è rimasta ferma e l’unica linea in servizio è stata la 720 Circolare con capolinea alla stazione Laurentina della Metro B. Gli autisti di Roma Tpl non pagati da mesi come forma di protesta hanno deciso di bloccare da giorni i depositi, nonostante l’incontro avvenuto tre giorni fa con il commissario straordinario Francesco Paolo Tronca e l’annuncio di ieri del Campidoglio che ha liquidato circa 12 milioni di euro in favore della Società Roma Tpl, a titolo di contributo finalizzato al rimborso degli oneri derivanti dall’adeguamento del Contratto nazionale del Trasporto Pubblico Locale, relativo all’anno 2015, per permettere all’azienda il pagamento degli stipendi dei lavoratori. L’accordo sulla transazione consente infatti alla Società Roma Tpl di rispettare l’obbligo a effettuare, il prossimo lunedì 30 novembre 2015, il pagamento degli stipendi dei dipendenti relativi alla mensilità di novembre. Lunedì, fanno sapere gli stessi lavoratori, ci sarà un incontro col prefetto Franco Gabrielli. Ma il clima è infuocato: “Intanto – aggiungono – continuano le azioni di rappresaglia da parte dell’azienda che, invece di provvedere all’adempimento dei diritti che spettano ai lavoratori, ha pensato bene di penalizzare i lavoratori in presidio, facendo risultare a loro carico sulle tabelle giornaliere assenza ingiustificata o malattia, di sciogliere gli accordi precedentemente siglati con i sindacati, di minacciare chi partecipa alla protesta promettendo ripercussioni quando il blocco sarà finito”. E al presidente del Codacons Carlo Rienzi, che aveva auspicato “provvedimenti severi nei confronti di quei lavoratori che utilizzano i cittadini come ostaggi”, i dipendenti della Roma tpl rispondono per le rime: “se è stata effettuata una protesta così dura ciò è dovuto al mancato pagamento degli stipendi, delle indennità e alla minaccia di licenziamenti da parte dell’azienda. E’ impossibile garantire un servizio efficiente senza il rispetto dei principali diritti dei lavoratori, in primis la garanzia della retribuzione per il lavoro svolto. E’ quindi inammissibile che il presidente del Codacons attacchi così pesantemente la lotta dei lavoratori senza dire niente sulle gravi responsabilità aziendali”.(ANSA).
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