Istat, sale fiducia consumatori È la più alta da oltre venti anni
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fonte:
- Corriere.it
A novembre è risultata al top dall’inizio della serie storica, nel gennaio del 1995
Fiducia dei consumatori ai massimi di sempre e fiducia delle imprese ai livelli più alti dall’inizio della crisi. È quanto emerge dai dati diffusi dall’Istat. In particolare, l’indice della fiducia dei consumatori ha toccato a novembre 118,4 punti, il livello più alto mai registrato dall’inizio delle serie storiche oltre 20 anni fa, nel gennaio 1995 (a ottobre si attestava a quota 117). L’Istat sottolinea che il dato risente «solo in minima parte» degli attentati di Parigi perché la rilevazione è concentrata nei primi quindici giorni.
Le aspettative dei consumatori
Tutte le stime delle componenti del clima di fiducia dei consumatori aumentano, con un incremento maggiore per quella economica e più contenuto per quella personale, per quella corrente e per quella futura. Migliorano poi le stime sia dei giudizi sia delle attese sull’attuale situazione economica del Paese e diminuiscono le attese di disoccupazione. In particolare aumenta la quota di intervistati che giudica la situazione economica del Paese «migliorata» (al 25,6% dal 22,3%) e diminuiscono coloro che la giudicano «molto peggiorata» (al 17,4% dal 20,4%).
Le aspettative delle imprese
La fiducia delle imprese mostra «una sostanziale stazionarietà» a novembre e resta ai livelli più alti dall’inizio della crisi, a ottobre 2007. L’indice Istat sale infatti a 107,1, da 107 di ottobre. Il clima migliora nelle costruzioni e nei servizi di mercato, mentre scende nella manifattura e nel commercio al dettaglio. Nelle imprese manifatturiere peggiorano sia i giudizi sugli ordini sia le attese sulla produzione, mentre i giudizi sulle scorte rimangono stabili. Invece nelle costruzioni migliorano i giudizi sugli ordini o piani di costruzione mentre peggiorano le attese sull’occupazione. Nei servizi di mercato crescono le attese sugli ordini, ma si contraggono i giudizi sugli ordini e restano stabili le attese sull’andamento generale dell’economia. Nel commercio al dettaglio, infine, migliorano i giudizi sulle vendite correnti e «peggiorano sensibilmente» le attese sulle vendite future. Le scorte di magazzino sono giudicate in ulteriore riduzione.
La speranza del Codacons: «Natale meno amaro»
L’indice sulla fiducia dei consumatori fa ben sperare sul fronte dei consumi di Natale, che per la prima volta in 8 anni potrebbero finalmente tornare a registrare segno positivo. Questa, almeno, è la speranza del Codacons che in una nota osserva come i dati dell’Istat confermino le indagini dell’associazione su un maggiore ottimismo delle famiglie e su una possibile ripresa dei consumi in vista delle festività. I dati sulla fiducia, spiega il presidente, Carlo Rienzi, «assumono una immensa importanza perché la fiducia delle famiglie si riflette in modo diretto sulla propensione alla spesa e sull’intera economia nazionale».
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