27 Novembre 2015

Nel mirino la cessione dei crediti inesigibili

Nel mirino la cessione dei crediti inesigibili

Ancona Recuperare il recuperabile. E’ l’ obiettivo delle associazioni dei consumatori e dei piccoli azionisti di Banca Marche, che adesso lavorano su fronti diversi nella speranza di arrivare ad una soluzione concreta. E se quella della class action sembra essere una strada quasi obbligata, il percorso intrapreso da dipendenti e azionisti privati sotto il coordinamento dell’ Unione nazionale consumatori vuole centrare un doppio risultato: concretizzare l’ azione risarcitoria di chi in questa operazione ha perso tutto e scongiurare una speculazione finanziaria sul salvataggio di Banca Marche. In sostanza: le banche che hanno contribuito economicamente a risollevare il nostro istituto di credito riavranno indietro quanto impegnato nell’ operazione ma la cessione dei crediti inesigibili dovrà servire anche a risarcire azionisti e obbligazionisti. La mossa del Codacons Il Codacons ha lanciato un’ azione risarcitoria in favore dei risparmiatori di Banca Marche. L’ associazione, si legge in una nota, “sta ricevendo le disperate richieste di aiuto dei piccoli investitori delle Marche, trascinati loro malgrado nel salvataggio della banca e che hanno subito l’ azzeramento del valore dei titoli in loro possesso. Stiamo predisponendo un’ azione risarcitoria, riservata ai piccoli investitori di Banca Marche – spiega il presidente Carlo Rienzi -. Lo scopo è far ottenere loro il rimborso totale del valore di azioni e obbligazioni subordinate, chiamando in causa i responsabili della mala-gestione dell’ istituto di credito. A rispondere dei danni prodotti ai risparmiatori saranno anche quelle banche che hanno proposto agli utenti titoli ad elevato rischio, generalmente piazzati ad investitori istituzionali, senza fornire le dovute informazioni sulla pericolosità degli investimenti”. La Federconsumatori “Il caso Banca Marche non è chiuso e faremo il possibile per mantenerlo aperto: i 43.000 azionisti che si sono visti azzerare il valore delle loro azioni non sono tutti uguali”. E’ quanto dichiara Gianni Santori, presidente della Federconsumatori regionale. “Il salvataggio dell’ istituto – continua Santori – si è realizzato azzerando il valore delle azioni e delle obbligazioni subordinate sulla base del presupposto che chi investe su questi titoli lo fa a proprio rischio. Questo è vero come, però, è altrettanto vero che chi vende questi titoli lo deve fare accertando se il “profilo di rischio” dell’ acquirente è adeguato al titolo che viene venduto e fornendo le informazioni corrette; in molti casi queste due condizioni non sono state rispettate”. Quanto alle prossime iniziative, come associazione, prosegue Santori, “siamo intenzionati a sviluppare tutte le azioni necessarie a tutelare il piccolo azionista. Quando diciamo questo non ci riferiamo solo alla via giudiziaria ma anche ad iniziative che affrontino il tema da un punto di vista più generale e per via negoziale”. E ancora: “E’ interesse della nuova banca nascere sulle macerie di una vicenda che ha intaccato pesantemente l’ immagine dell’ istituto? La Nuova Banca Marche è indifferente alla necessità di ricostruire un rapporto deteriorato con una parte importante della propria clientela? Le istituzioni marchigiane sono interessate a sviluppare un’ opera che faciliti la soluzione di questi casi? Sono domande che rivolgiamo a tutti i nostri interlocutori, nuova Banca Marche, Regione Marche, parlamentari marchigiani che saranno chiamati a discutere la trasformazione del decreto”. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 

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