23 Novembre 2015

La difesa di Buzzi: «Giudici danneggiati, il processo a Perugia»

La difesa di Buzzi: «Giudici danneggiati, il processo a Perugia»

Roma o Perugia? Qual è la sede naturale del maxi processo al sistema criminale capitolino? Sapremo domani se l’ ospitalità concessa dall’ aula bunker di Rebibbia al dibattimento di Mafia Capitale è appropriata o usurpata. L’ obiezione, forse professorale ma non rinviabile, è stata sollevata dai difensori di Salvatore Buzzi. Che, alla scorsa udienza, hanno costretto l’ infaticabile Rosanna Ianniello, presidente della X sezione penale, a prendere tempo per decidere, cosa che farà domattina. Il vizio formale si lega a fatti oggettivi come il sovrapprezzo sui rifiuti pagato dai romani negli ultimi anni (epoca di splendore buzziano secondo i pm): «L’ aumento delle tasse per la raccolta della differenziata – dice l’ avvocato delle coop, Alessandro Diddi – ci vede tutti parte lesa, inclusi i giudici di questo processo. Quindi, abbiamo sollevato un problema di giurisdizione come prevede l’ articolo 11 della legge e chiesto di trasferire gli atti alla procura di Perugia». Il ragionamento è chiaro: se sei parte lesa non puoi giudicare serenamente gli imputati. Ovviamente si tratta di una strettoia – la Ianniello ha già specificato il perimetro dei danni valutando le richieste di costituzione delle parti civili- ma è anche una schiacciata nei confronti delle associazioni dei consumatori che, dal Codacons alla Federazione Regionale somministrazione e turismo (tra i candidati), si sono viste respingere la richiesta in quanto «generica» o tirata per i capelli. Forse bastava studiare un po’ di più.

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