20 Novembre 2015

Stabilità, è già fiducia Esame-lampo in aula

Stabilità, è già fiducia Esame-lampo in aula
si vota oggi. pioggia finale di micro-fondi sud, risorse attese dal rientro dei capitali

ROMA Il governo va di fretta e già ieri sera ha presentato il maxi-emendamento che di fatto conclude il primo passaggio, brevissimo in aula, per la Legge di stabilità al Senato. Sul testo l’ esecutivo ha chiesto la fiducia con il ministro Maria Elena Boschi, e ciò consentirà di votare la manovra già stamattina, con un dibattito ridotto al minimo. Di fatto Palazzo Chigi e Tesoro hanno accolto le modifiche concordate dalla maggioranza in commissione Bilancio, rinviando alla Camera i nodi più spinosi: sicurezza, Sud, pensioni, Province. In pratica da ieri pomeriggio Palazzo Madama ha interrotto i lavori per attendere il maxiemendamento dell’ esecutivo, prima annunciato per le 20 e poi ritardato alle 21 e 30, in attesa della ‘bollinatura’ della Ragioneria dello Stato. Rispetto all’ impostazione della manovra – eliminazione Tasi sulla prima casa, decontribuzione parziale delle nuove assunzioni, maxiammortamenti degli investimenti in macchinari per la produzione, canone Rai a 100 euro e a rate – le modifiche apportate al Senato sono di lieve entità. L’ esenzione della tassa sull’ abitazione viene estesa anche alle case popolari, a quelle date in comodato d’ uso ai figli (ma con forti limiti), a quelle rimaste all’ ex coniuge o utilizzate da addetti delle forze dell’ ordine per ragioni di servizio. Confermata anche, in questa prima lettura, la stretta sugli affitti in nero e lo sconto del 25 per cento sull’ Imu per i proprietari che adottano il ‘canone concordato’. Sorprese in Aula, dato il dibattito strozzato, non ce ne saranno. D’ altra parte il Senato ha lavorato sulla manovra in condizioni difficili, perché l’ esecutivo non ha potuto dare certezze sulla copertura dei miglioramenti più onerosi. Gli interventi più corposi, dunque, saranno apportati alla Camera, dove l’ esame della legge di stabilità entrerà nel vivo a inizio dicembre, dopo il voto sulla riforma costituzionale. Lì, a Mon-tecitorio, si ripartirà da tre punti: sicurezza, Meridione e, per quanto possibile, le pensioni. A fine mese l’ esecutivo dovrebbe avere più carte per dare risposte concrete: da un lato gli esatti proventi della ‘ voluntary disclosure’, l’ emersione volontaria dei capitali nascosti all’ estero, dall’ altro i margini che Bruxelles potrà realmente concedere sulle spese straordinarie per garantire la sicurezza interna e la cooperazione nella lotta al terrorismo. Mentre sembra escluso che l’ esecutivo autorizzi un ritocco della platea degli esentati Tasi per rispondere a queste emergenze, come pure trapelava in mattinata. A Montecitorio gli occhi saranno puntati, in particolare, sul Sud. L’ esecutivo ha varie opzioni sul tavolo: confermarne la durata a 3 anni; rendere totale la decontribuzione delle assunzioni solo per quest’ area del Paese; oppure varare un credito d’ imposta ad hoc per il Mezzogiorno. Il ‘sogno’, ovviamente, sarebbe portare a casa entrambi i risultati. Ma non è facile, GIRO DI BOA Il ministro dell’ Economia, Pier Carlo Padoan, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi (Ansa/Giuseppe Lami) considerando anche i rilievi in chiaroscuro che Bruxelles ha già avanzato sulla legge di stabilità. Sulle pensioni, a Montecitorio, si punta a piccole correzioni, anche se non si tralascia del tutto l’ ipotesi di introdurre, in extremis e con coperture solide, una prima forma di uscita flessibile dal lavoro per i 63enni. Da rimarcare infine le critiche dei consumatori alla scelta di spalmare il canone Rai in 10 rate: il Codacons si chiede chi farà i controlli, cosa succederà in caso di morosità delle bollette elettriche, come ci si regola quando utenza tv e utenza elettrica hanno intestazioni diverse. Il passaggio al Senato non ha infine rappresentato un’ eccezione per quanto riguarda l’ italica tradizione degli ‘interventi a pioggia’: microfinanziamenti per le cause più disparate. che tanto servono ai parlamentari per ‘tutelarsi’ nei propri collegi. RIPRODUZIONE RISERVATA Senato.
marco iasevoli
 

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