19 Novembre 2015

Processo Mafia Capitale valanga di eccezioni: anche oggi rischio caos

Processo Mafia Capitale valanga di eccezioni: anche oggi rischio caos
i difensori: «la corte deve darci più tempo per studiare gli atti»

IL GIUDIZIO Martedì è stata battaglia fino a tarda notte (con la decisione arrivata dopo circa cinque ore di camera di consiglio) ma il caos rischia di ripresentarsi anche all’ udienza di questa mattina. Visto il tono delle polemiche salite dai banchi dei difensori, Mafia Capitale potrebbe diventare soprattutto un processo molto agitato e dunque ulteriormente lungo e complesso. L’ udienza di oggi sarà nuovamente dedicata alle eccezioni da parte degli avvocati dei 46 imputati. E’ molto probabile che la discussione ruoti attorno alla unificazione tra i due processi immediati che, almeno formalmente, per ora vengono discussi nel corso delle stesse udienze ma non sono formalmente unificati. Gli avvocati hanno già fatto sapere di essere intenzionati a chiedere più tempo per conoscere gli atti e bisognerà vedere se la presidente Rosanna Iannello concederà i venti giorni a cui aspirano. LA DECISIONE In totale sono 23 le istanze di parte civile ammesse martedì notte. Nel processo è entrato formalmente anche il Pd Lazio, anche se l’ ordinanza specifica che «la legittimazione va limitata, con riferimento al danno morale, nei confronti dei soli imputati iscritti o eletti nelle liste del Partito». Fuori invece tutti i consiglieri comunali, di municipio e la parlamentare di M5S Roberta Lombardi: «Per i singoli che hanno avanzato richiesta come membri del parlamento, va ricordato che la legittimazione processuale spetterebbe all’ Ente. Per i singoli consiglieri comunali e municipali la richiesta del Comune deve ritenersi assorbente» (la cosa è valsa anche per Riccardo Magi dei Radicali Italiani che pure era citato esplicitamente nelle intercettazioni). Nel complesso, il tribunale ha respinto 42 richieste accogliendone solo 23 tra cui Comune di Roma, Regione Lazio e ministero degli Interni oltre ad Ama Spa ed Eur Spa. PROVVEDIMENTO Nel provvedimento di oltre venti pagine il tribunale spiega che «sono stati accolti gli enti o associazioni che, in base agli statuti e agli costitutivi, sono specificamente preposti alla lotta e alla prevenzione dei fenomeni mafiosi, alla realizzazione di alternative al fenomeno mafioso stesso, alla solidarietà ed assistenza nei confronti delle vittime della mafia, nonchè al contrasto dei fenomeni di corruttela, estorsione e usura che arrecano pregiudizio all’ ordinato e pacifico svolgimento della convivenza sociale». I giudici hanno escluso quegli enti «dediti per statuto ad attività anche finalizzate a migliorare genericamente il rapporto tra cittadino e pa». Dunque, fuori dal processo sono finiti Codici e Codacons. Respinta anche l’ istanza per alcuni rifugiati e per i 37 nomadi di Castel Romano: «Debbono essere escluse – ha scritto la Iannello – le persone fisiche le quali non fanno valere una specifica pretesa direttamente o indirettamente connessa ai fatti contestati». Sa. Men. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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