I grillini: «Il Pd che ha indagati nell’ inchiesta ammesso, a noi picche»
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fonte:
- Il Tempo
• «Hanno ammesso il Partito democratico, che vede coinvolti nell’ inchiesta Mafia Capitale alcuni suoi esponenti e siamo stati esclusi noi del Movimento5stelle». Così l’ ex consigliere comunale e portavoce dei pentastellati di Roma, Marcello De Vito, all’ indomani della decisione del Tribunale di escludere alcune parti che intendevano costituirsi parti civili. De Vito spiega che «stiamo valutandola possibilità di presentare ricorso contro questa decisione che ci esclude dallapossibilità di chiedere i danni a questa presunta organizzazione mafiosa. Ad ogni modo, in qualità di rappresentanti dei cittadini, l’ importante è che sia fatta giustizia e siano punti, qualora fosse accer tato dal processo, coloro i quali hanno infangato Roma». Stando alla decisione della X sezione penale, quella che sta decidendo sul maxi processo alla cupola romana – capeggiata secondo l’ accusa dal presunto boss Massimo Carminati e dal suo «braccio imprenditoriale» Salvatore Buzzi-la costituzione di De Vito è stata respinta in quanto assorbita già da quella del Comune di Roma. In particolare, il collegio afferma che «i singoli che hanno avanzato richieste (come il caso del consigliere De Vito, ndr) quali membri di consigli comunali o municipali odi commissioni comunali la richiesta di costituzione del Comune deve ritenersi assorbente». Inoltre, ha aggiunto che «i suddetti consiglieri sono membri di articolazioni interne del Comune, privi di interesse autonomo e differenziato rispetto a quello del Comune». Codacons, invece, alza i toni contro il Tribunale. La sua esclusione non è andata già alla dirigenza dell’ associazione. Con una nota hanno affermato che per il giudice le spiagge sporche – tuona – la spazzatura non raccolta e le buche stradali non hanno costi tuito un danno diretto e immediato per chi, come gli utenti romani, paga tasse sui rifiuti e su tutti i servizi a prezzi gonfiati a causa del sovrapprezzo prodotto dalla corruzione». In questo caso l’ analisi del giudice è lapidaria: «Codacons (ele altre associazioni dei consumatori escluse) «non prospettano nell’ atto di costituzione alcun danno, diretto o indiretto, derivante specificamente dai fatti di causa, e si limitano soltanto a ipotizzare un danno di tipo generico e privo di concreta connotazione, assumendo apoditticamente che il cittadino avrebbe beneficiato di un servizio di qualità inferiore a quello erogabile in altre condizioni».
ivan cimmarusti
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Tags: M5S, Mafia Capitale, parti civili
