Sono 23 le parti civili per Mafia Capitale Esclusi i consumatori
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
il codacons ricorrerà in cassazione. no anche per il m5s sì a 42 richieste di costituzione, anche il comune di roma
ROMA Scoppia la polemica dopo la decisione della X sezione del tribunale di Roma che ha escluso, nel processo a Mafia Capitale, alcune parti civili tra cui il Codacons. L’ ordinanza è arrivata dopo una lunga camera di consiglio. Il Codacons, e non solo, incassa la decisione ma torna ad attaccare annunciando ricorso in Cassazione. «Una decisione abnorme e sconcertante» la definisce l’ associazione dei consumatori. «Per il giudice le spiagge sporche – tuona l’ associazione – la spazzatura non raccolta e le buche stradali non hanno costituito un danno diretto e immediato per chi, come gli utenti romani, paga tasse sui rifiuti e su tutti i servizi a prezzi gonfiati a causa del sovrapprezzo prodotto dalla corruzione». Duro anche il Codici. «Da anni – dice Ivano Giacomelli – difendiamo la società civile da soprusi, ingiustizie e illegalità. Non essere ammessi parte civile nel processo di Mafia Capitale è gravissimo, soprattutto nei confronti di tutti gli onesti cittadini che hanno subito un danno o gravi conseguenze dalle azioni perpetrate dal famoso “mondo di mezzo”». In totale sono 23 le istanze di parte civile ammesse ieri. Il tribunale ha, invece, respinto 42 richieste di costituzione di parte lesa nel procedimento. Via libera oltre al Comune di Roma, Regione Lazio e ministero degli Interni anche alle amministrazioni giudiziarie delle società sequestrate, Ama Spa, Pd Unione regionale Lazio e Eur Spa. Nel provvedimento di oltre venti pagine il tribunale spiega che «sono stati accolti gli enti o associazioni che, in base agli statuti e agli costitutivi, sono specificamente preposti alla lotta e alla prevenzione dei fenomeni mafiosi, alla realizzazione di alternative al fenomeno mafioso stesso, alla solidarietà ed assistenza nei confronti delle vittime della mafia, nonchè al contrasto dei fenomeni di corruttela, estorsione e usura che arrecano pregiudizio all’ ordinato e pacifico svolgimento della convivenza sociale». I giudici hanno escluso quegli enti «dediti per statuto ad attività anche finalizzate a migliorare genericamente il rapporto tra cittadino e pa, essenzialmente di studio e di ricerca e dunque non specificamente danneggiati dai reati contestati». Altri, enti specie quelli che tutelano i consumatori in particolare sono stati esclusi dalle parti civili «perché si limitano soltanto ad ipotizzare un danno di tipo generico e privo di concreta connotazione». Per quanto riguarda la posizione dei cittadini e in particolare quella dei M5S sottolinea il tribunale che «per i singoli che hanno avanzato richiesta come membri del Parlamento (Roberta Lombardi di M5S, ndr) va ricordato che la legittimazione processuale spetterebbe all’ ente».
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Tags: Cassazione, M5S, Mafia Capitale
