15 Novembre 2015

Attentati Parigi: movida e stadi, i nuovi obiettivi del Califfato

Attentati Parigi: movida e stadi, i nuovi obiettivi del Califfato

L’ incubo peggiore per gli addetti alla sicurezza. Gli attentati imprevedibili, quelli che non conoscono obiettivi fissi. Che passano oltre i posti di vigilanza, l’ innalzamento dell’ allerta, le vittime potenziali. Roma alle prese con la situazione che sperava non dover mai affrontare. “Possiamo mettere in campo anche migliaia di uomini, ma può succedere ovunque, in un qualsiasi momento”, avvertivano già prima del massacro parigino di venerdì gli investigatori alle prese tutti i giorni con la prevenzione, l’ intelligence. Ora quel momento sembra purtroppo così presente, tangibile – pur in mancanza di alert specifici – che i piani di sicurezza per la Capitale, alla vigilia del Giubileo, sono in via di modifica. Il ministro dell’ Interno Alfano ha annunciato 700 militari in più per Roma che si uniranno ai 1.500 già operativi e ai 2.600 delle forze dell’ ordine in via di assunzione o trasferimento, ma ormai da 24 ore fra gli obiettivi sensibili sono finite le zone della movida – Trastevere, Pigneto, San Lorenzo, in generale il centro storico – insieme con pub, ristoranti, discoteche, e soprattutto cinema, teatri, luoghi di cultura e aggregazione. Lo stadio Olimpico é uno fra questi. Se ne parlerà la prossima settimana, al ritorno del campionato. Fra le ipotesi la blindatura di intere aree del Foro Italico. Si sperava bastasse vigilare su stazioni, aeroporti, ambasciate, monumenti, hotel, basiliche. Parigi ha insegnato che i terroristi possono colpire dovunque. E tutto questo a poche settimane dal Giubileo. Ieri sui social in centinaia hanno esortato il Papa a rinviare l’ evento, il Codacons gli ha chiesto di non far venire i fedeli a Roma ma di farli pregare dalle loro case. La politica – anche con il Pd romano – spinge invece affinché l’ Anno Santo si apra secondo il programma. E dal Viminale sottolineano come l’ evento in sé non rappresenti un aumento del pericolo di attentati che nella Capitale potrebbero avvenire ugualmente anche senza Giubileo. Così sono state potenziate tutte le vigilanze nei luoghi di svago anche fuori dal centro. Controlli speciali e preventivi in occasione di appuntamenti culturali e concerti che richiamano anche solo centinaia di persone. Polizia, carabinieri e finanza sono al massimo delle loro potenzialità. Sospesi licenze e permessi, a meno che non si tratti di situazioni non rinviabili. I vigili urbani hanno chiesto – attraverso uno dei sindacati, l’ Uglpl, con il coordinatore romano Marco Milani – “di percorsi di aggiornamento e formazione del personale in strada, con la predisposizione di protocolli d’ intervento e la fornitura, anche provvisoria, di giubbotti antiproiettile”. Potenziati i servizi di vigilanza in periferia, sul litorale e nell’ hinterland. Passaggi frequenti davanti a supermercati e centri commerciali. Le prime indicazioni sono arrivate ai comandi e agli uffici di polizia subito dopo la mezzanotte di venerdì quando a Parigi ancora si sparava per strada. Proprio per non impegnare troppo le forze dell’ ordine e distoglierle dalla vigilanza, la Questura si è appellata affinché vengano limitati i cortei. Ma si lavora sempre anche sul fronte dell’ intelligence. Sull’ identificazione di persone e luoghi di culto islamico considerati a rischio proselitismo. Fra la fine dell’ anno scorso e l’ inizio del 2015 tre arresti in poche settimane fra Ostia e Morena avevano fatto alzare la tensione. Ora – visti anche i primi risultati delle indagini francesi – l’ attenzione è concentrata anche sui rifugiati appena arrivati a Roma e ospitati in alcuni centri d’ accoglienza. Niente é lasciato al caso, la posta in gioco é troppo alta.

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