12 Novembre 2015

Coldiretti in piazza per «salvare» il latte

Coldiretti in piazza per «salvare» il latte
la manifestazione ieri
in via manci a trento, gli allevatori hanno chiesto più tutele sulla
qualità e maggiore trasparenzala protesta»un settore in difficoltà

di Carlo Bridi wTRENTO Per la prima volta nella storia, gli allevatori hanno protestato in centro città. Significativo il messaggio lanciato: «Alla vacca si munge il latte non il sangue». Si apre così il volantino che Coldiretti Trento ha diffuso ieri a migliaia di passanti davanti al negozio Despar di Via Manci. «Ma noi non ce l’ abbiamo con la grande distribuzione – dice Gabriele Calliari presidente Coldiretti – Ciò che vogliamo è sensibilizzare la pubblica opinione sull’ importanza di consumare prodotti locali e sul fatto dell’ assoluta mancanza di trasparenza nel settore». «Noi non abbiamo paura della concorrenza – aggiunge Mauro Fiamozzi, direttore regionale di Coldiretti – ma chiediamo a gran voce l’ etichettatura chiara della provenienza della materia prima». «Siamo decisamente contrari alla produzione di formaggio con il latte in polvere – continua Calliari – e in questo autunno le manifestazioni in tutta Italia organizzate da Coldiretti hanno l’ obiettivo di far capire che è urgente una politica del prezzo del latte che riporti gli allevatori a recuperare almeno i costi di produzione. Oggi incassano 30 centesimi al litro e lo stesso latte viene poi venduto a quattro volte tanto. Diversamente assisteremo ad un’ accelerazione della chiusura delle stalle e una volta che le stalle sono chiuse non si riaprono più. In Trentino siamo a poco più di 700 stalle che producono latte. Nel resto d’ Italia, negli ultimi mesi hanno chiuso tre stalle al giorno, con tutto quello che questo significa anche sul piano della tutela ambientale, vedi anche le ultime alluvioni al sud causate dall’ abbandono del territorio». Ma Coldiretti vuole denunciare anche il fatto che aziende come la francese Lactalis, che ha acquisito i migliori marchi italiani e intorno al cui stabilimento di Lodi da giorni è ativo un presidio, ha assunto un atteggiamento ricattatorio nei confronti degli allevatori. Denunciamo anche il fatto che solo una confezione su quattro di latte Uht vendute in Italia contiene latte italiano e che una mozzarella su due consumata in Italia è prodotta con cagliate provenienti dall’ estero». Sul valore della protesta, Coldiretti ha ottenuto il supporto e la partecipazione attiva delle principali organizzazioni dei consumatori: da Codacons al Movimento consumatori, dalla Federconsumatori all’ Adusbef. Anche la giunta provinciale ha voluto dare la propria solidarietà agli allevatori. Il presidente Ugo Rossi, impossibilitato a partecipare alla manifestazione, ha ricevuto ieri di buon mattino Gabriele Calliari, mentre l’ assessore all’ agricoltura Michel Dallapiccola è andato in piazza a solidarizzare con i manifestanti. Anche il consigliere Graziano Lozzer, allevatore di montagna pure lui, ha voluto essere vicino ai colleghi «conoscendo benissimo quanto i costi di produzione in montagna siano molto più alti mentre il nostro latte e i formaggi sono costretti a competere con un mercato di prodotti di dubbia provenienza». Forte l’ appello lanciato ai consumatori italiani: aiutate Coldiretti a salvare le nostre stalle, i nostri territori, il patrimonio di genuinità, sicurezza e trasparenza del vero made in Italy. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
carlo bridi
 

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