Istanza al prefetto per farlo decadere e inchiesta del Csm
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fonte:
- La Provincia di Varese
«Non conosco assolutamente né De Luca, né Mastursi, né Vetrano, con i quali non ho mai avuto contatti di alcun genere, né, quindi, ho loro mai chiesto, né potuto chiedere, alcun favore, né per me né per mio marito». Così la giudice del Tribunale di Napoli Anna Scognamiglio, coinvolta nell’ indagine della Procura di Roma in merito a possibili condizionamenti sull’ applicazione della legge Severino al governatore Vincenzo De Luca. Intanto il Csm aprirà una pratica sul giudice per chiederne il trasferimento per incompatibilità. Anche la procura generale della Cassazione, nelle prossime ore, potrebbe aprire un fascicolo disciplinare nei confronti di Scognamiglio. Proprio ieri uno degli indagati, Nello Mastursi ha rassegnato le dimissioni da responsabile dell’ organizzazione del Pd regionale. Le reazioni della politica Immancabili, come era lecito aspettarsi, sono state le reazioni politiche dopo la notizia sull’ indagine.In primis quella del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che si dice «preoccupato perché purtroppo è una vicenda che colpisce anche la giurisdizione e da questo punto di vista non si può che essere rammaricati. Ma siamo ancora ai primi indizi». E così, mentre il Codacons ha inviato ieri una formale istanza al prefetto di Napoli e al ministero dell’ Interno, chiedendo di far decadere De Luca dalla carica di presidente della Campania, il leader della Lega Nord, Matteo Salvini si augura «che non sia vero nulla, perché si tratta di cose gravi come la corruzione di un magistrato». Ci va cauto ma molla lo stesso un colpo al Pd il senatore di Ncd, Gaetano Quagliariello: «La giustizia farà il suo corso, ma fin da ora si può affermare che De Luca ha sbagliato a fare un passo avanti alle Regionali e ancor di più ha sbagliato il suo partito che glielo ha consentito». Anche secondo “Italia unica”, movimento fondato da Corrado Passera, «l’ ennesimo caso De Luca altro non è che la conferma dell’ arrogante atteggiamento di Renzi e del Pd». Una mozione di sfiducia con richiesta di dimissioni verrà presentata invece dal Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale e a firmare sarebbe anche Fi. •
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