Latte, guerra da 550 milioni l’ anno
Coldiretti attacca Lactalis: «Allevatori pagati sottocosto»
ROMA È ARRIVATA ieri al quarto giorno ed è sbarcata davanti ai supermercati la ‘guerra del latte’ promossa da Coldiretti per protestare contro «la manciata di centesimi» riconosciuta ai produttori di latte. L’ organizzazione agricola ha presidiato lo stabilimento di Ospitaletto Lodigiano (nella foto) della multinazionale Lactalis – che, dopo aver prima annunciato il blocco totale del ritiro del latte dalle stalle, ha poi in serata riaperto le attività logistiche di raccolta e distribuzione – ed è passata all’ incontro diretto con i consumatori ricevendo appoggio da Codacons, Federconsumatori e Adusbef. SECONDO Coldiretti, che oggi porta la sua protesta nei supermercati di altre città, gli allevatori italiani hanno perso in un anno oltre 550 milioni di euro perché il latte viene pagato al di sotto dei costi di produzione, con una riduzione dei compensi di oltre il 20% rispetto allo scorso anno e su valori inferiori a quelli di venti anni fa. Tutto ciò a fronte a fronte di un prezzo che quadruplica nel passaggio dalla stalla allo scaffale. Mentre la mancanza di etichetta obbligatoria sulla provenienza del latte favorisce lo sbarco in tavola di prodotti esteri di dubbia qualità, soprattutto dall’ Est Europa. Alle frontiere italiane – sottolinea Coldiretti – passano ogni giorno 3,5 milioni di litri di latte sterile, ma anche concentrati, cagliate, semilavorati e polveri che diventano mozzarelle, formaggi o latte italiani, all’ insaputa dei consumatori. Tre cartoni di latte a lunga conservazione (Uht) su quattro venduti in Italia sono stranieri. Intanto prosegue l’ impegno del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina per trovare un punto d’ incontro sul prezzo del latte tra le parti interessate. IERI il ministro ha incontrato a Milano la giunta di Assolatte e oggi vedrà, presso il ministero, i rappresentati della grande distribuzione. Mentre domani si terrà il tavolo tra produttori e industriali. Confagricoltura aderisce all’ appello del ministro alla «ricostruzione di un clima di dialogo e collaborazione tra tutte le parti» e dichiara «un momento di tregua, attendendo fiduciosi il ‘tavolo latte’» di domani». «In queste ore abbiamo lavorato per il collocamento del latte che non è stato ritirato dall’ industria – rimarca il presidente Mario Guidi -. Sono rimasti nelle stalle 17mila quintali di latte al giorno, circa 14mila in Lombardia e 3.000 in Piemonte. Non era mai accaduto che, in una manifestazione di protesta, gli impianti industriali venissero fermati e non si provvedesse al ritiro del latte. Per questo abbiamo chiesto la solidarietà delle cooperative per fronteggiare l’ emergenza. Dei 17mila quintali, due terzi sono stati ricollocati».
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