8 Novembre 2015

Pagheremo 100 tasse Tre milioni di famiglie indebitate per la casa

Pagheremo 100 tasse Tre milioni di famiglie indebitate per la casa

Tartassati e indebitati. Sono gli italiani secondo l’ istantanea scattata da Istat e Cgia di Mestre in due differenti analisi. La prima, basata su dati del 2014: le famiglie “in difficoltà” con il pagamento delle spese per la casa sono circa 3 milioni, l’ 11,7% del totale. In particolare, il 10,2% delle famiglie si è trovata in ritardo con il saldo delle bollette per le utenze domestiche; il 16,9% ha dovuto posticipare l’ affitto, il 6,3% la rata del mutuo. Un imbarazzo che, non sorprendentemente, riguarda soprattutto le famiglie più povere (1,5 milioni) ma è anche un problema di tariffe: una famiglia spende in media 357 euro mensili, a fronte di un reddito netto di 2.460 euro mensili, con un peso del 14,5%. «Dati che dimostrano quanto importante sia stato eliminare la tassazione sulla prima casa e quanto siano urgenti misure che favoriscano l’ affitto, attraverso una almeno parziale detassazione degli immobili locati, cui si sta lavorando in Senato», osserva Confedilizia, mentre il Codacons chiede «forti rateizzazioni, sconti e misure di sostegno» per chi non riesce a onorare le bollette. Bizzarre La Cgia, d’ altro canto, non invita all’ ottimismo, calcolando come sulle tasche di ogni italiano – alla fine del 2015 – peserà un totale di 100 tasse, ovvero una media a testa di 8 mila euro, che salgono a 12 mila euro in presenza di eventuali contributi previdenziali. Oltre metà del gettito (53,1%) è causato da Irpef e Iva: la prima garantisce allo Stato un introito che supera i 161 miliardi di euro (il 33,2%, ovvero un terzo del gettito) mentre la seconda sfiora i 97 miliardi di euro (19,9% del gettito). L’ associazione degli artigiani si è anche “divertita” a elencare le curiosità sulle tasse italiane: se quella che paghiamo tutti i giorni è l’ Iva, la più pagata dalle società è l’ Ires e la più odiata dalle imprese è L’ Irap. Le più bizzarre? Fra tanti esempi, le imposte sugli spiriti (distillazione alcolici) o sulla numerazione e bollatura di libri e registri contabili. Pochi mesi fa la stessa Cgia aveva calcolato come in Italia, la pressione fiscale sia pari al 43,4% del Pil, il 3,4 % in più rispetto alla media del Vecchio Continente.

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