8 Novembre 2015

Spese, in affanno 3 milioni di famiglie

Spese, in affanno 3 milioni di famiglie

L’ ALLARME ROMA A volte possono essere un incubo: bollette della luce, del gas e del telefono che si accumulano mese dopo mese e vanno ad aggiungersi al canone di affitto o alla rata del mutuo e alle spese condominiali. Che nei mesi invernali, con l’ accensione del riscaldamento, toccano cifre enormi. Per tre milioni di famiglie italiane, l’ 11,7% del totale, è un incubo reale: con questi lunghi anni di crisi anche i soldi per pagare le spese di gestione ordinaria della casa sono difficili da trovare e quel canone di affitto (o quella rata di mutuo) concordato 3-4 anni fa e ritenuto adeguato, adesso è insostenibile. Il dato è emerso dalla relazione che l’ Istat ha consegnato durante l’ audizione in Parlamento sulla legge di Stabilità. L’ esposizione delle famiglie al ritardo nei pagamenti delle spese per la casa, spiegano gli esperti dell’ istituto di statistica, è diretta conseguenza dell’ onerosità delle spese stesse e, in particolare, della loro incidenza sul reddito disponibile. Nel 2014, l’ esborso medio di una famiglia per queste spese è stato di 357 euro mensili, con punte più alte al Nord e nelle grandi città. Ovviamente più il reddito disponibile è basso, più una cifra del genere rappresenta un problema. In ogni caso, anche su un reddito medio netto di 2.460 euro mensili, il peso di queste spese è del 14,5%. Troppo, visto che per sopravvivere bisogna poi aggiungere almeno il mangiare, il vestiario, i libri per i figli a scuola e i costi per il trasporto urbano (solo per limitarsi all’ indispensabile). AFFITTI TROPPO ALTI Nel dettaglio, scrive l’ Istat, nel 2014 il 10,2% delle famiglie ha avuto problemi di morosità con le bollette per le utenze domestiche. Mentre tra le famiglie in affitto, ben il 16,9% si è trovata in arretrato con il pagamento del canone. Infine, il 6,3% delle famiglie che ha sulle spalle il mutuo da pagare, non è riuscita a rispettare le scadenze delle rate. I più colpiti, secondo il Codacons, associazione dei consumatori, «sono stati i nuclei a basso reddito e le famiglie numerose». Per questo motivo chiede l’ introduzione nella legge di Stabilità di «agevolazioni speciali» con «forti rateizzazioni, sconti e misure di sostegno in favore delle famiglie che hanno difficoltà a pagare le bollette». Visto che la voce affitto è una delle voci che provoca maggiore sofferenza, per il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, «è urgente accompagnare l’ eliminazione della Tasi con l’ adozione di misure che favoriscano l’ affitto, attraverso una almeno parziale detassazione degli immobili locati». Per il leader della Cgil, Susanna Camusso, non si può affrontare il tema di 3 milioni di famiglie che hanno difficoltà a pagare il mutuo o l’ affitto e le bollette, abolendo la Tasi o dando gli 80 euro. «Il tema – sostiene – è quali politiche sociali per mettere tutte le persone nelle condizioni di accesso al lavoro, salute, istruzione. Togliere la Tasi invece non aiuterà il problema della povertà». Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, la pensa diversamente, trova opportuno la detassazione della prima casa ma solo per le fasce di italiani in difficoltà, quali appunto le famiglie povere e i pensionati. R. Ec. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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