Candidati in campo con la bandiera dell’ onestà
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fonte:
- Il Tempo
Il grande assente è proprio lui. Il «marziano» che tanto ha fatto, promettendo alla «sua» piazza due domeniche fa che «il 5 novembre saremo, noi, tutti insieme, al processo per Mafia Capitale». E invece no. Segno che stavolta l’ ex sindaco Ignazio Marino ha ascoltato il consiglio di qualcuno. E ha preferito non partecipare alla passerella che segna, certamente suo malgrado, l’ inizio di una campagna elettorale che non potrà non essere influenzata proprio dal maxiprocesso scaturito dall’ inchiesta Mondo di Mezzo eche ha messo alla sbarra tutta la politica capitolina, vuoi per la cause vuoi per le conseguenze. I primi passi, simbolici, sono stati fatti ieri dai due soggetti, ad oggi, già candidati alla guida della Capitale. I 5 Stelle, innanzitutto. Presenti ieri a piaz zale Clodio la deputata grillina Roberta Lombardi e l’ ex consigliere comunale Marcello De Vito. «Siamo un movimento di cittadini- hanno spiegato- diretta espressione della cittadinanza pulita e incensurata che può cambiare davvero questo Paese. Come cittadini siamo stufi di pagare le tasse e di avere in cambio Mafia Capi talee disservizi. Siamo gli anticorpi che mancano alla Capitale -aggiungono -oggi è un giorno importante perché finalmente chi ha infangato Roma pagherà». Dal suo blog anche Grillo attacca senza misura: «Pd e Fi insieme, è il partito di mafia capitale», e poi incalza: «Non dobbiamo prendere in giro i romani. Nell’ immediato futuro, se governeremo, ci saranno effetti collaterali molto pesanti, azzereremo tutte le amministrazioni». E vanno oltre i grillini, presentandosi come parte civile nel processo insieme al Codacons che chiede, forse non a torto, di «inserire nel processo il Comune non come parte civile, ma come responsabile civile per i reati commessi dagli imputati», sottolineando l’ ormai famosa lista dei 101 tra funzionari e dirigenti comunali citati nella relazione prefettizia. Una «copertina», quella del volto pulito della città, del movimento dei cittadini che apre di fatto la campagna elettorale capitolina. Ma il vero colpo di scena, nel giorno dell’ avvio dello storico processo alla politica romana, lo ha riservato prima il leader della Civica Alfio Marchini, in una lettera aperta al commissario Tronca e poi il chirurgo marziano con una lunga lettera ai dipendenti comunali. Una macchina, quella di Mar chini, appena partita e un’ altra, quella dell’ ex sindaco che singhiozza verso un traguardo incerto. Il «civico» dà il benvenuto al commissario Tronca, parla di «umana normalità» e “detta” le priorità, andando forse un po’ oltre: ripristinare l’ onesta manutenzione della città, il funzionamento pulito della macchina burocratica, senza più centrali di spesa fuori controllo… Una città più pulita e dove sia più semplice vivere… Un’ attenzione operosa all’ Atac, che è oggi il punto di massima criticità insieme all’ Ama», poi un falso scivolone: «Non più di questo, sarebbe già un risultato straordinario consentendo che il lavoro del prossimo sindaco e della sua giunta, di qualsiasi colore politico, trovi un campo di lavoro bonificato, senza trappole e più efficiente». E a chi si sente già in corsa per la guida del Campidoglio si contrappone chi dal Campidoglio è appena sceso. Una lettera «marziana» è stata pubblicata sul profi lo facebook di Ignazio Marino. È rivolta ai dipendenti, ricorda i passaggi del lavoro fatto, come la relazione del Mef, scordandosi delle furiose proteste di piazza contro l’ eliminazione del salario accessorio. La conclusione, tuttavia, merita: «Vi ringrazio davvero per il lavoro fatto insieme: un’ unica squadra al servizio della no stra bellissima città. Senza di voi, non avremmo raggiunto i tanti, ambiziosi obiettivi che rimarranno nella storia di Roma. Un affettuoso saluto a tut tee a tutti». Un po’ come il Consiglio comunale, ignorato per due anni e mezzo e poi eletto a «luogo sacro di democrazia». E sì forse anche per l’ ex sindaco è cominciata, ieri, la corsa elettorale. E sempre nel giorno dell’ avvio al maxiprocesso un sondaggio Euromedia Research per Ballarò rileva che Alfio Marchini è già al 25,2%, Giorgia Meloni (FdI) al 23,5%, Raggi (M5s) al 19,1%, Barca (Pd) al 15,0%, Lorenzin (Ncd) al 10% e Ignazio Marino al 7,2%. Gli indecisi si attestano al 31,8. Ed è proprio su questi che anche il processo Mafia Capitale avrà il peso maggiore.
susanna novelli
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