Parole in libertà di Carletto, l’ uomo del bar sport
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- Avvenire
Carletto l’ ha fatta nel letto…», cantava Corrado Mantoni. Carletto è Tavecchio, presidente della Federcalcio. Il 72enne brianzolo per ora l’ ha fatta franca nonostante abbia pubblicamente pronunciato quell’«Optì Pobà mangiabanane» rivolto ai calciatori di colore, e poi le «donne handicappate dello sport». Ora è la volta de «l’ ebreaccio Anticoli » e amaramente in fundo: «Teneteli lontani gli omosessuali da me… Io sono normalissimo». Beato lui. Questo, signori, è il Tavecchio pensiero. Noi non ci nascondiamo dietro a un file registrato, come quello del sito calcistico “SoccerLife” di Massimiliano Giacomini, però fin dalla prima ora siamo stati per il “No Tav”, leggasi come «No a Tavecchio presidente Figc». A scoppio ritardato, dopo cinque mesi, Giacomini ha “regalato” al “Corriere.it” le ultime perle dialettiche di Tavecchio che ingenuamente dispensa dichiarazioni puerili e di cattivo gusto in cui si evince una discreta dose di omofobia e di antisemitismo. «Sono vittima di una ritorsione», si difende Tavecchio. Vittima lo è di sicuro, ma di se stesso e di un’ incapacità di comunicazione che lo rende «inadeguato al ruolo», come ebbe a dire il presidente della Juventus Andrea Agnelli e come confermerebbe anche il premier Matteo Renzi. «Così non si può più andare avanti, Tavecchio ne combina una al giorno», pare sia stato il commento fatto da Renzi ai suoi più stretti collaboratori. «Le parole emerse attraverso la registrazione audio sono inaccettabili e vanno biasimate. Per dovere di chiarezza, allo stesso tempo, sottolineo che non esiste alcun presupposto tecnico-giuridico affinché il Coni possa prendere provvedimenti legati all’ eventuale commissariamento della Federazione», informa il n. 1 dello sport italiano Giovanni Malagò. L’ Assocalciatori preferisce non rilasciare dichiarazioni ufficiali, ma la decisione di non prendere parte all’ ultimo consiglio federale è sintomatica. Il Codacons invece chiede al Tar del Lazio di sospendere la nomina di Tavecchio a presidente della Federcalcio, ma Carletto non ha nessuna intenzione di mollare la poltrona. «Io non mi dimetto», ribadisce Tavecchio che si sente vittima di una manipolazione delle sue parole. «Come fai a manipolare un file? – chiede Giacomini – Comunque il “Corriere della Sera” ce l’ ha per intero (40 minuti di intervista), e ora anche “Repubblica”, che lo pubblicherà domani [oggi, ndr] ». Il Carletto è uno che parla alla stampa come qualsiasi avventore – avventato – al bar sport e la cosa è molto italiana, sottolinea il ct dell’ Albania Gianni De Biasi: «All’ estero non si sognerebbero di fare certe battute». E la pennellata finale sul nuovo caso Tavecchio la concediamo a “Pinturicchio” Alessandro Del Piero: «In certe situazioni è necessario non sbagliare in quello che si dice o nel messaggio che si vuole dare». Massimiliano Castellani RIPRODUZIONE RISERVATA.
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