>>>ANSA/ Messina senz’acqua: verso ritorno alla normalità
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fonte:
- Ansa
(di Giovanni Franco) (ANSA) – MESSINA, 30 OTT – Vedere scorrere
l’acqua dai rubinetti delle propri case per i messinesi sarà, nelle
prossime ore, non più un miraggio. L’emergenza idrica esplosa una
settimana fa dopo la frana a Calatabiano (Ct), che ha provocato la
rottura della condotta dell’acquedotto di Fiumefreddo, sta per
rientrare. Ma nonostante “il guasto sia stato riparato e sia iniziata
l’erogazione, ci vorranno almeno 12 ore prima che arrivi nelle
abitazioni”, ha detto Leonardo Termini presidente dell’Amam, l’azienda
che gestisce il servizio. “E altri due o tre giorni per andare a
regime”, ha sottolineato il vicesindaco Guido Signorino. E così in
attesa che la situazione ritorni alla normalità anche oggi sono
proseguite in molti rioni della città i disagi con numerose persone in
fila con i bidoni. “In ripetuti contatti con le autorità competenti, il
sottosegretario Claudio De Vincenti, ha sollecitato le istituzioni
locali ad effettuare in tempi rapidi le operazioni di ripristino della
funzionalità dell’acquedotto. Si è operato per far convergere il maggior
numero possibile di autobotti e una nave-cisterna””, ha informato in
serata un comunicato diffuso da palazzo Chigi. “Non si è trattato di un
tubo rotto ma di una grossa frana. Ecco perché serve un grande piano per
il dissesto idrogeologico, perché adesso i riflettori si spegneranno
sul ‘funerale’ di Messina ma l’acqua è un diritto inviolabile che non
può essere distrutto”, ha affermato il sindaco, Renato Accorinti, nel
corso dell’ assemblea nazionale Anci al Lingotto di Torino. Il ministro
Roberta Pinotti ha dato disposizioni alla Marina Militare di tenersi
pronta ad intervenire con la nave cisterna Ticino, che ha una capacità
di trasporto di 1.200 metri cubi d’acqua e che è attualmente dislocata
ad Augusta (Siracusa). Al momento le richieste ufficiali di intervento,
avanzate a livello locale, riguardano soltanto le autobotti della
Brigata Aosta dell’ Esercito che già da ieri sera stanno fornendo acqua
in più punti indicati dalle autorità locale. Intanto il prefetto di
Messina Stefano Trotta che da ieri gestisce l’emergenza, di fatto
esautorando il sindaco, ha comunicato che oltre alle autobotti già
impiegate sono stati immediatamente utilizzati altri due mezzi messi a
disposizione dall’Esercito e sono state nuovamente individuate le
priorità di approvvigionamento secondo un ordine già prestabilito. E per
incrementare i punti di distribuzione nei vari quartieri cittadini il
Dipartimento regionale della Protezione Civile, ieri pomeriggio, aveva
inoltre ottenuto la disponibilità di alcuni Comuni della Provincia e di
quella di Catania all’invio di ulteriori 10 autobotti giunte in città.
Una nave cisterna della Società Marnavi SpA, arriverà in porto intorno
alle 22, ma vi sono problemi per l’erogazione diretta nell’acquedotto e
per il trasporto dell’acqua verranno utilizzate le autobotti. A
Calatabiano, dove è stata riparata la condotta, si sta immettendo
gradualmente acqua per circa 300 litri al secondo per verificare la
resistenza delle tubazioni. Ma non tutti i rubinetti delle case a
Messina sono rimasti a secco. In alcune abitazioni e negozi è arrivata
lo stesso ogni giorno, alimentata solo dalla condotta della Santissima
che ha una portata di poco più di cento litri al secondo, una minima
parte del fabbisogno, quindi. Il Fiumefreddo, infatti, di solito ne
fornisce circa 1000 al secondo. Non è la prima volta che si verificano
guasti dovuti a smottamenti e frane del terreno su cui passa la condotta
vecchia oltre 40 anni. I cittadini si stanno approvvigionando alle
cisterne sistemate in città. Molti però hanno preferito rivolgersi ai
privati incrementando il mercato nero. Controlli per evitare illegalità
sono in corso da parte della Guardia di finanza per accertare e
reprimere eventuali situazioni di ingiustificato aumento del prezzo al
dettaglio e all’ingrosso dell’acqua minerale negli esercizi commerciali,
anche della grande distribuzione. Intanto il Codacons ha presentato
alla Procura della Repubblica di Messina un esposto per “chiedere che
vengano chiarite le responsabilità”.(ANSA).
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