Stop ai compensi a tutti i politici
-
fonte:
- Gazzetta del Sud
replica la endemol: «pagato una cifra in linea con il mercato»
Michele Cassano ROMA Stop ai compensi per i politici anche da parte delle società di produzione esterne. Il giorno dopo la bufera per la partecipazione dell’ ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis a “Che tempo che fa” in cambio di 24 mila euro netti, la Rai corre ai ri parie con una direttiva rende più stringente il divieto già vigente per le trasmissioni televisive e radiofoniche realizzate dalla tv pubblica. Pur senza dirlo espressamente, rivendica, in sostanza, di non aver mai pagato politici ospiti in tv in virtù di una circolare in vigore da più di 15 anni. L’ intervento non placa però le polemiche e non impedisce al Codacons di presentare un esposto alla Corte dei Conti. Il giorno dopo arriva anche la difesa di Endemol, che produce il programma condotto da Fabio Fazio e che Rai3 aveva specificato essere prima responsabile della scelta, condivisa dalla rete solo da un punto di vista editoriale. «A Che tempo che fa – precisa l’ ad Paolo Bassetti – i politici non sono mai stati pagati per la loro partecipazione», ma Varoufakis «rientra nel caso di personalità che fanno conferenze internazionali come attività professionale» e ha ricevuto «un compenso in linea con il mercato». Poi il manager stigmatizza «le solite critiche mosse alle produzioni indipendenti», che invece «contribuiscono a creare valore economico e ad amplificare il mercato del lavoro» e andrebbe ro a suo dire difese dalla tv pubblica, dove esistono «grandi professionalità», ma «oppresse da un sistema burocratico che paralizza ogni attività». La polemica ha provocato fibrillazione a Viale Mazzini, anche perché piovuta proprio mentre si decidono le risorse della tv pubblica e parte degli incassi del canone appaiono destinati a finanziare il calo delle tasse. Del caso Varoufakis, ma anche della riforma del canone e dell’ inchiesta della Guardia di Finanza su fondi neri e appalti che coinvol ge alcuni dirigenti Rai, si parlerà nella seduta del cda in programma il 5 novembre. Pretende spiegazioni anche Forza Italia. Maurizio Gasparri ha presentato un’ interrogazione in Commissione Vigilanza «per sapere come funzionino i rapporti tra il servizio pubblico e le società produttrici di programmi». Per Renato Brunetta, inoltre, quella della tv pubblica è «una toppa peggiore del buco», anche perché, «se la direttiva fosse stata in vigore il giorno in cui l’ ex ministro greco è stato ospitato a Che tempo che fa, Varoufakis avrebbe potuto percepire il compenso» perché allora non poteva definirsi un politico. Si muovono anche sindacati e consumatori. L’ Usigrai chiede di fermare lo «strapotere delle società di produzione, che sta determinando una privatizzazione strisciante del servizio pubblico». Si rivolge alla Corte dei Conti, invece, il Codacons, sottolineando «l’ odiosa prassi di affidare a società esterne format che potrebbe realizzare in casa».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- OSSERVATORIO TV
