29 Ottobre 2015

Cardiologia: battaglia sulle parti civili

Cardiologia: battaglia sulle parti civili
ex cinema metropol pieno
per la prima udienza del maxi-processo con 40 imputati. dubbi per amici
del cuore e s. raffaeleil dottor clementi: «analizzo dati medici non ho
ancora capito di cosa mi accusano»

Uno dei pochi imputati presenti ieri in tribunale per l’ apertura del processo di Cardiologia era Fabrizio Clementi, medico romano, accusato in concorso con Sangiorgi di corruzione per un atto pubblico. «A dire la verità non ho ancora capito di cosa mi accusano – ha spiegato sereno – sono un esperto di trattamento ed elaborazione di dati medici. Con Sangiorgi avevo una associazione, la Endovascular . Sì, ho lavorato da esterno per la sua equipe ed era già venuto a Modena per un corso al quale avevo partecipato arrivando primo degli esclusi. Ho gestito il “corelab” che trattava dato di pazienti che si sottoponevano alle cure e al trattamenti di Cardiologia ma io non sapevo neppure chi fossero, perché così funziona questa raccolta dati. Io ricevevo i loro dati in una “cloud” dal reparto e il coordinavo in vista di un utilizzo». «Accettavo i soldi delle case biomedicali, è vero, ma servivano per fare ricerca. E cosa dovevo fare? Se dovevo contare sui fondi pubblici o sui baroni non avrei combinato niente. Siamo in Italia». di Carlo Gregori L’ ex Cinema Metropol era pieno ieri mattina per la prima udienza del maxi-processo di Cardiologia, l’ ormai famosa inchiesta “Camici sporchi”. Dei quaranta imputati – tra medici, tecnici e rappresentanti legali di case biomedicali produttrici di stent e apparecchiature – pochissimi i presenti: sapevano perfettamente che si trattava di un’ udienza che avviava il processo e quindi per loro rivestiva scarso interesse. Il cuore delle tre ore di udienza è stato il tema parti civili. Alcuni avvocati hanno espresso dubbi sulla legittimità di tre delle quattro parti designate dal giudice Andrea Romito nel corso della lunga udienza preliminare. Accreditate come tali sono infatti Regione, Policlinico, Fondazione San Raffaele di Milano e l’ associazione Amici del Cuore. Se per il Policlinico nessuno ha avuto nulla da obiettare, tanto è evidente il possibile danno che potrebbe aver patito, per la Regione all’ avvocato Rossetti è stato necessario spiegare da un punto di vista giuridico perché un ente di secondo grado che controlla l’ ospedale di via Del Pozzo può ritenersi eventualmente danneggiato. Gli Amici del Cuore hanno sostenuto di considerarsi parte civile perché se venissero provate le pesantissime accuse contro l’ ex staff del dottor Massimo Sangiorgi, l’ associazione modenese sarebbe colpita nella sua stessa ragion d’ essere tanto è stretto e saldo il suo legame con il reparto. Infine la Fondazione San Raffaele di Milano, ha spiegato l’ avvocato Andrea Mattioli, è stata autorizzata sia dal commissario giudiziale che dal giudice fallimentare del Tribunale di Milano a partecipare al processo modenese come parte civile perché se le attività di ricerca sono in predicato, l’ amministrazione prosegue. La Fondazione, insomma, sopravvive al dissesto finanziario dell’ ospedale. Piccolo colpo di scena: all’ inizio della seduta i giudici, elencando le parti, avevano citato come parti offese il Codacons e l’ Università. Era noto che in udienza preliminare il giudice aveva ritenuto che il Codacons non fosse ammissibile. Come era noto che l’ Università di Modena e Reggio (pur essendo partecipe a pari titolo nella gestione del Policlinico) non si fosse neppure presentata. E quindi ieri mattina per entrambe c’ era una seconda chance per essere ammesse anch’ esse come parte civile. Ma, si è scoperto, non si sono presentate. Alla prossima udienza, fissata per il 18 novembre, i giudici decideranno sulla questione parti civili quindi si procederà sull’ ammissione dei testi.

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