29 Ottobre 2015

Il giudice aveva condannato la donna a dieci anni e otto mesi

Il giudice aveva condannato la donna a dieci anni e otto mesi

DOPO LA RECENTE condanna a quattro anni, col rito abbreviato, della professoressa Maria Grazia Modena, in un’ affollattissima aula del tribunale ha preso il via ufficialmente il processo sul caso Cardiologia al Policlinico. L’ ormai famigerata inchiesta ‘Camici sporchi’ che ha svelato una presunta associazione a delinquere all’ interno del reparto del Policlinico, che avrebbe eseguito sperimentazioni non consentite su pazienti ignari, in contatto diretto con aziende del biomedicale interessate all’ esito delle sperimentazioni. I famosi stent applicati al cuore. Il processo che ieri ha visto ‘battagliare’ sui primissimi aspetti del dibattimento avvocati e pm (Marco Niccolini) vede ben quaranta persone alla sbarra, tra camici bianchi e legali rappresentanti delle aziende del biomedicale (i manager). Tra gli imputati illustri era assente Giuseppe Sangiorgi, l’ emodinamista 50enne che negli atti risulta essere la seconda figura di vertice (insieme alla Modena, primario del reparto ‘incriminato’) nell’ organigramma ricostruito dai carabinieri del Nas di Parma a partire dal 2010. Presenti, invece, il cardiologo Luigi Vincenzo Politi, a suo tempo agli arresti domiciliari, e Fabrizio Clementi, 41enne residente a Roma, del Policlinico di Tor Vergata: «Non so perché sono finito in mezzo a questa inchiesta – ha spiegato Clementi ieri davanti agli organi di informazione -. Nel 2008 con Sangiorgi fondammo la Endovascular Onlus, per fare ricerca. Negli atti mi si accusa di aver analizzato dati in modo abusivo. In realtà noi elaboravamo i dati delle cartelle cliniche di pazienti anche di Modena, senza conoscere i nomi ma limitandoci esclusivamente agli aspetti medici, per fare la nostra attività di ricerca». L’ udienza di ieri mattina è servita per aprire il confronto su quelle che saranno le parti civili ammesse al processo (che eventualmente otterranno dei risarcimenti per i danni subiti). Se Codacons ed Università, parti lese, non hanno chiesto la costituzione, il confronto tra le parti si è concentrato su altri quattro soggetti. Il primo è l’ ospedale Policlinico, rispetto al quale non sono state presentate eccezioni; contestata invece l’ ammissione dell’ associazione ‘Amici del cuore’, rispetto alla quale l’ avvocato Roberto Mariani ha sottolineato che, invece, la onlus in questione opera in stretto legame con il reparto di Cardiologia; eccezioni sono state avanzate anche per la Regione, considerato da alcuni avvocati degli imputati ente di secondo livello e dunque non direttamente colpito dai contenuti dell’ inchiesta; infine, la fondazione San Raffaele, rispetto alla quale l’ avvocato incaricato, Andrea Mattioli, ha sottolineato che pur essendo in liquidazione ha comunque una gestione amministrativa ancora aperta (dunque un soggetto reale, ancora esistente). Il terzo collegio dovrà ora decidere sulle eccezioni presentate e sulle nullità di notifica avanzate da altri avvocati. Prossima udienza fissata al 18 novembre. Francesco Vecchi.

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