Carne, allarme sui consumi
-
fonte:
- La Stampa
i commercianti: vendite già in calo. la regione: il nostro cibo è di qualità
«È allucinante parlare di carne in modo generico. Basta con questa mentalità fordista, come se la carne fosse tutta uguale. Non è così, le caratteristiche dipendono dall’ alimentazione degli animali e dalle modalità di allevamento. Noi in Piemonte non ci confrontiamo con un mondo che usa ormoni e processi industriali». Giorgio Ferrero, assessore regionale all’ Agricoltura, si sforza di confutare l’ allarme lanciato dall’ Organizzazione mondiale della sanità sul rischio cancro provocato dal consumo di carne rosse. L’ assessore attacca: «Si continua a parlare di carne rossa in generale, come se tutta la carne fosse uguale. Lo stesso discorso non si fa sulle autovetture, ognuna con la sua specificità e identità, invece si fa spesso sugli alimenti e in particolare sulla carne». Specificità piemontese Dunque la Regione rivendica «la specificità» del made in Piemonte ma nonostante questo, almeno secondo quanto afferma Luigi Frascà, presidente di Assomacellai-Confesercenti, «le vendite delle carni rosse sono già in calo». E la diminuzione «non riguarda «solo le carni lavorate ma tutti i tipi perché il consumatore tende a generalizzare. Speriamo che, come accaduto in casi simili, si tratti di una reazione emotiva destinata a ridimensionarsi velocemente». Ecco perché «abbiamo deciso di iniziare una massiccia campagna di informazione nei negozi». Mauro Rosada, vicepresidente Ascom e presidente dei dettaglianti alimentari, si dice «preoccupato per l’ effetto allarmismo che può portare una ricaduta negativa concreta sull’ attività di migliaia di imprese della produzione e della distribuzione di qualità». L’ esposto in procura Il Codacons intanto ha deciso di presentare un esposto al pm Raffaele Guariniello, affinché siano valutate misure a tutela della salute umana, compresa la sospensione della vendita di certi prodotti. Se questi sono i primi effetti del rapporto Oms si spiega così la preoccupazione della Coldiretti. Il direttore Antonio De Concilio spiega: «Nel settore sono impiegati oltre 15 mila addetti per un fatturato che per l’ allevamento vale oltre 500 milioni e con l’ intera filiera cioè logistica, trasporto, mangimistica, macellazione e sezionamento, raggiunge il miliardo e 30 milioni». Secondo la presidente Delia Revelli «queste cifre sono messe a rischio da questi falsi allarmismi». Ecco perché la Regione chiede di approfondire le cause reali della mortalità per cancro. E ribadisce: La nostra produzione è di qualità».
maurizio tropeano
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ALIMENTAZIONE
- SANITA'
-
Tags: carne, carni, oms, Raffaele Guariniello
