23 Ottobre 2015

L’ ex candidato sconfitto vuole i danni dal Pd

L’ ex candidato sconfitto vuole i danni dal Pd

(gla) È durata meno di due ore la giornata di apertura dell’ udienza preliminare per lo scandalo Mose. Di fronte a 18 richieste di costituzione di parte civile il gup Andrea Odoardo Comez ha deciso di rinviare di una settimana, al prossimo 29 ottobre, per dare tempo ai difensori di leggere le memorie depositate in aula, che riempiono due interi faldoni. Si tratta di circa 2mila pagine che anche il giudice dovrà leggere per decidere, dopo aver sentito accusa e difesa, se e chi ha titolo a partecipare al processo. Contro i dodici imputati hanno chiesto di costituirsi parte civile: Presidenza del Consiglio dei ministri e ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Regione, Comune e Città metropolitana; le associazioni Legambiente, Ambiente Venezia, Italia nostra, Wwf, Ecoistituto Veneto, Codacons nazionale e regionale; il Consorzio Venezia Nuova, la società Fip Industriale di Selvazzano Dentro (Padova), tre cittadini e l’ avvocato Mario D’ Elia. Quest’ ultimo si ritiene danneggiato in qualità di candidato sindaco a Venezia, alla luce degli asseriti finanziamenti illeciti che Orsoni avrebbe ricevuto dal Consorzio Venzia Nuova. D’ Elia ha chiesto che il Partito democratico, che appoggiò Orsoni nel 2010, venga chiamato al processo (nella figura del segretario, Matteo Renzi) come responsabile civile, ovvero soggetto tenuto a pagare nel caso di condanna dell’ ex sindaco. Precedenti di questo tipo non ve ne sono. D’ Elia si è domandato come mai non abbia chiesto di costituirsi anche l’ ex ministro Renato Brunetta che a quelle elezioni fu il principale sfidante: prese il 42 per cento dei voti, contro il 51 di Orsoni. D’ Elia si fermò allo 0,15. Da segnalare che l’ Avvocatura dello Stato non si è costituita per i ministeri di Ambiente e Sviluppo Economico (indicate dalla Procura come parti offese dei reati), sostenendo che non ve ne sono i presupposti. Per finire la posizione di Maria Giovanna Piva, ex presidente del Magistrato alle acque di Venezia, l’ ente che per conto del ministero dei Lavori pubblici doveva controllare i lavori del Mose: il gup l’ ha stralciata per nullità della notifica, disponendo che il procedimento per lei torni alla fase precedente al deposito degli atti. In serata la Procura ha provveduto, a tempo di record, al rinnovo della notifica relativa alla chiusura delle indagini preliminari. Il 29 ottobre il gup Comez deciderà quali parti civili ammettere; poi si passerà alla discussione delle eccezioni preliminari (probabilmente nell’ udienza del 4 novembre). Solo successivamente saranno affrontate nel merito le accuse. © riproduzione riservata.
 

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