Stralcio sulla Piva, atti alla Procura
l’ udienza: difetto nella notifica all’ ex magistrato alle acque. parti civili, 18 richieste
VENEZIA Sono salite a 18 le richieste di istituzioni, associazioni e privati cittadini per costituirsi parte civile contro i dodici imputati nell’ udienza per la corruzione per il Mose. I loro avvocati hanno presentato al giudice veneziano Andrea Comez i documenti per dimostrare il diritto di stare nel processo; centinaia di pagine che i venti difensori degli indagati hanno chiesto di poter esaminare per prendere posizione. Il magistrato ha accolto la richiesta e ha rinviato l’ udienza al prossimo giovedì, 29 ottobre. Prima, però, ha preso una decisione che riguarda uno dei dodici, l’ ex presidente del Magistrato alle acque, Maria Giovanna Piva, la quale deve rispondere di essere stata corrotta dal presidente del Consorzio Venezia Nuova Giovanni Mazzacurati addirittura con uno stipendio mensile. L’ avvocato Emanuele Fragasso ha spiegato che la notifica del deposito degli atti, alla fine delle indagini preliminari, e dell’ udienza preliminare era sì arrivata nel suo studio di Padova, ma l’ imputata aveva cambiato l’ elezione di domicilio. Inizialmente era presso di lui poi l’ ha spostato a casa sua, dove non è arrivato alcunché. Il giudice ha dovuto stralciare la posizione della Piva, rimandando gli atti che la riguardano alla Procura, che già nel pomeriggio di ieri ha notificato ad avvocato e imputato il nuovo deposito degli atti che la riguardano in modo da far ripartire la procedura per la nuova udienza. Probabilmente, comunque, la sua posizione verrà riunita a quella degli altri tra alcune settimane.In aula nessun imputato, solo i difensori. Per quanto riguarda le parti civili presente Mario D’ Elia, candidato sindaco nel 2010 che vuole costituirsi contro Giorgio Orsoni perché i soldi del Consorzio Venezia Nuova avrebbero falsato quella campagna elettorale. Tra l’ altro, ha chiesto di chiamare come responsabile civile, a coprire le spalle dell’ ex sindaco, il Partito democratico. Poi, c’ erano gli avvocati Dario Bolognesi, Luigi Ravagnan, Roberto Chiaia per, rispettivamente, Regione, Comune di Venezia e Città metropolitana (ex Provincia). L’ Avvocatura dello Stato si è presentata per la Presidenza del Consiglio dei ministri e per il ministero delle Infrastrutture. Poi i consumatori del Codacons e altri. Italia Nostra, Wwf, Ambiente Venezia ed Eco Istituto Veneto vogliono costituirsi parte civile con l’ avvocato Elio Zaffalon. Nel documento si sostiene che dal 2001 tutti i finanziamenti disponibili dello Stato vengono spostati sul Mose, rendendo impossibili gli interventi per il Piano morfologico della laguna, la difesa dei litorali, il disinquinamento e lo scavo dei rii nel centro storico. Quei fondi, inoltre – sostengono sempre gli ambientalisti – sono stati utilizzati dal Consorzio Venezia Nuova, concessionario unico, per gli appalti che sono stati avviati sempre senza l’ espletamento delle gare, «drogando» i prezzi che avrebbero potuto essere ridotti, facendo risparmiare almeno un terzo. (g.c.)
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