18 Ottobre 2015

Causa per la fila. Sala: non è l’ unica in Italia

Causa per la fila. Sala: non è l’ unica in Italia

MARIANNA BAROLI In Italia – e volendo essere pignoli in tutto il mondo – si sta in fila ovunque. In autostrada al casello in attesa del proprio turno per pagare il pedaggio, in posta, al bar, al ristorante, per entrare al cinema o pagare alla cassa quel vestito che tanto ci piaceva. Ma a Expo 2015, le code sembrano essere diventate un problema insormontabile. Quasi una malattia. E la corsa è al rimedio per debellarla. Nonostante l’ Esposizione Universale infatti si avvicini sempre di più al termine, i visitatori mossi da «ansia da fila» studiano con massima dovizia tutte le modalità e gli orari più adatti per visitare il determinato padiglione (di solito il Giappone o il Kazakhstan, i due interessati dai record assoluti di attesa), da tutti decantato per le meraviglie esposte al suo interno. La verità è che ormai, a 15 giorni dalla fine, si sta assistendo a una vera e propria corsa all’ Expo. Il motivo è uno: dire «ci sono stato». Persone che si accumulano sul Decumano, risse sfiorate durante le attese, l’ arrabbiatura costante e il livello di sopportazione che sembra arrivato ormai a un punto di non ritorno. Il tutto non poteva che portare alla soluzione più estrema: l’ appello ai tribunali affinché si faccia giustizia. La tensione alta ha portato proprio a questo. La prima causa intentata contro l’ Esposizione Universale è di ieri. La citazione arriva da Roma e da un cittadino che, dopo aver acquistato regolarmente un biglietto, viaggiato fino a Milano, varcato a fatica i tornelli di Expo, si è ritrovato impossibilitato nel portar a termine la propria visita dovendo rinunciare a scoprire l’ interno dei padiglioni presenti all’ interno del sito espositivo per eccesso di code. Da qui la scelta di fare causa a Expo e di richiedere, oltre al rimborso del ticket d’ accesso, anche i danni morali. Ad assistere il cittadino deluso sarà il Codacons che nei giorni scorsi aveva già sollevato il polverone code e aveva annunciato la presenza di un modulo standard di ricorso sul proprio sito con cui chiedere il rimborso del biglietto di Expo all’ organizzazione dell’ Esposizione Universale. «Si tratta della prima causa italiana contro Expo», ha spiegato il presidente del Codacons Carlo Rienzi, «sarà presentata la settimana prossima dinanzi al Giudice di pace di Roma. Con tale azione si chiede al giudice di riconoscere il rimborso integrale del costo del biglietto in favore del consumatore, in relazione all’ impossibilità materiale di usufruire del servizio acquistato – ossia la visita a Expo – per responsabilità contrattuale attribuibile all’ organizzazione dell’ evento, oltre al risarcimento del danno morale subito». L’ episodio potrebbe essere solo il pilota di una lunga serie di richiesta di rimborso per i più svariati motivi e proprio per questo motivo comporta un primo allarme su quello che potrebbe essere il dopo Expo dal punto di vista di tutti quelli che non sono riusciti a godere fino in fondo dell’ Esposizione Universale a causa delle lunghe attese. Ma se il Codacons già si sfrega le mani in attesa di una class action contro l’ Expo, a essere «estremamente sereno» è il commissario Unico dell’ Esposizione Universale Giuseppe Sala. «Non credo che quelle di Expo siano le uniche code che ci sono in Italia», ha commentato Sala, che nelle scorse settimane aveva addirittura ironizzato sul fatto che «una delle eredità immateriali di Expo sarà l’ aver insegnato agli italiani a rispettare le file». Intanto, la giornata di ieri ha registrato un afflusso del tutto simile a quello della scorsa settimana con i visitatori che, tuttavia, non dovrebbero arrivare a superare le soglie di sicurezza. Il limite massimo, invece, potrebbe essere ampiamente scavalcato negli ultimi tre giorni di Esposizione Universale. Proprio per questo motivo l’ organizzazione ha già annunciato che l’ accesso sarà garantito solo a chi registrerà in anticipo i biglietti acquistati. Prima vertenza contro l’ Esposizione Un romano chiede danni morali da coda: «Non ho visto nulla». E pretende il risarcimento del bigliettoCausa per la fila. Sala: non è l’ unica in Italia Lunghe file all’ Expo hanno spinto un cittadino romano a ricorrere alle vie legali. E il Codacons lo assisterà \
 

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