18 Ottobre 2015

«Code insostenibili all’ Expo», visitatore chiede i danni

«Code insostenibili all’ Expo», visitatore chiede i danni

l’ ad sala: «chiudere i cancelli? no, siamo lontani dal limite delle 250 mila persone presenti contemporaneamente»
MILANO. «Code impossibili e snervanti all’ Expo milanese. Code di ore che non consentono una visita completa ai padiglioni». Così Codacons, l’ associazione di consumatori, annuncia la presentazione della prima causa risarcitoria per danni da coda eccessiva a Expo. «L’ associazione ha deciso infatti di assistere in giudizio un cittadino romano che, dopo aver acquistato un regolare biglietto di ingresso ed essersi recato nei giorni scorsi ad Expo 2015, ha dovuto rinunciare alla visita interna dei padiglioni a causa delle file smisurate ed insostenibili createsi presso la totalità delle strutture che ospitano le bellezze dei vari paesi». «Si tratta della prima causa italiana contro Expo» spiega il Presidente Carlo Rienzi e sarà presentata la settimana prossima dinanzi al Giudice di pace di Roma, città dove risiede il visitatore. Si chiede al giudice di «riconoscere il rimborso integrale del costo del biglietto in favore del consumatore, in relazione all’ impossibilità materiale di usufruire del servizio acquistato – ossia la visita di Expo- per responsabilità contrattuale attribuibile all’ organizzazione dell’ evento, oltre al risarcimento del danno morale subito». Il Codacons ha deciso di offrire assistenza legale a tutti quegli utenti che in questi giorni, pur avendo acquistato un biglietto di ingresso, non sono riusciti a visitare i padiglioni di Expo a causa delle file eccessive. Sul sito www.codacons.it verrà infatti inserito un modulo standard di ricorso che ogni cittadino potrà autonomamente presentare al giudice di pace della propria città, anche senza l’ assistenza di un avvocato, per chiedere il rimborso dei soldi spesi. L’ ad Giuseppe Sala respinge l’ accusa: «Non mi pare che queste siano le uniche code in Italia». Qualcuno ha ventilato la proposta di chiudere i cancelli in un sabato di Expo preso d’ assalto dai visitatori a 14 giorni dalla chiusura. «Assolutamente no – replica SalaAbbiamo messo in preventivo un afflusso massimo di 250 mila persone contemporaneamente e siamo lontani da questa cifra».
 

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