Giappone record: 9 ore di coda
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fonte:
- Avvenire
l’ ultimo visitatore di expo entrerà alle 17 del 31 ottobre
Il 31 ottobre alle 17 Expo chiuderà gli ingressi. Alle 18 inizierà la cerimonia di chiusura alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lo ha annunciato ieri il commissario unico Giuseppe Sala piegando che la festa di saluto si terrà all’ Open air theatre, pioggia permettendo. «Gli ultimi due-tre giorni saranno i più caldi» ha aggiunto il commissario, a margine della visita ieri all’ Expo del segretario di Stato Usa, John Kerry (altro serv. a pag. 18) confermando anche le previsioni delle ultime due settimane sull’ arrivo dei visitatori. «Il grande afflusso ci sarà da qui fino alla fine – ha aggiunto – ma le vere criticità ci saranno negli ultimi giorni». Intanto anche ieri è stato un sabato di grandi code, tanto che a un certo punto si è rischiato la chiusura del sito espositivo. Al padiglione del Giappone (quello ormai preso più di mira dai visitatori dell’ Expo) si sono addirittura raggiunte le nove ore di coda. «Si fa prima ad andare in Giappone, ma va bene così» ha commentato ironicamente il ministro delegato, Maurizio Martina, all’ incontro con i giovani di Confindustria. Di parere contrario il Codacons. L’ associazione che difende i consumatori ha annunciato infatti la presentazione della prima causa risarcitoria per danni da coda eccessiva. Il Codacons chiederà al Giudice di pace «di riconoscere il rimborso integrale del costo del biglietto in favore del consumatore, in relazione all’ impossibilità materiale di usufruire del servizio acquistato – ossia la visita di Expo – per responsabilità contrattuale attribuibile all’ organizzazione dell evento, oltre al risarcimento del danno morale subito». Invita invece a «provvedere senza indugiare oltre a riconoscere quanto dovuto» ai giovani lavoratori di Padiglione Italia, in merito al mancato pagamento degli stipendi di giugno, il presidente dell’ Anticorruzione, Raffaele Cantone. Sulla vicenda che ha visto coinvolti un centinaio circa di lavoratori, che non avrebbero ricevuto lo stipendio del mese di giugno per continui cambi di società di gestione del personale, il numero uno dell’ Anac si era fatto promotore, lo scorso 6 ottobre, di un incontro cui hanno partecipato la società Expo 2015 e i legali degli appaltatori che hanno curato gli eventi di Padiglione Italia. L’ Anac, aggiunge in una nota, di essersi «già espressa in merito dando parere favorevole alla soluzione trovata per far fronte al pagamento dei salari per circa 190 mila euro » e «ha rinviato ad altra più opportuna sede la regolazione delle ulteriori pretese delle società appaltatrici ». RIPRODUZIO NE RISERVATA Lunghe code anche ieri al sito dell’ Esposizione universale (Fotogramma)
daniela fassini
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