18 Ottobre 2015

Vaccini, medici e Codacons alleati «No sanzioni e obblighi di massa»

Vaccini, medici e Codacons alleati «No sanzioni e obblighi di massa»

per ogni euro investito, 4 guadagnati in salute. italia sotto soglia di sicurezza
Se verrà in qualche modo confermata la sanzione per i medici, tuonano però dal canto loro i camici bianchi di Roma, «sarà respinta senza se e senza ma da tutta la categoria, poiché sarebbe l’ ennesima dimostrazione di una vera e propria caccia alle streghe attuata nei nostri confronti». Roberto Lala, presidente dell’ Ordine dei medici di Roma, ricorda inoltre, che «il malcontento della nostra categoria era già ai massimi livelli a seguito del decreto sull’ appropriatezza delle prescrizioni. Ora questa nuova prospettata aggiunta di sanzioni è veramente capace di far saltare il coperchio a una pentola in ebollizione da troppo tempo». Stessa reazione del Codacons che va oltre e, per bocca del suo presidente Carlo Rienzi, si dice «pronto ad una raffica di denunce contro le vaccinazioni di massa». «Vaccinarsi è utile e sicuro» ribadisce invece il presidente della Società italiana di Igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Sitl), Carlo Signorelli, non solo «per il singolo individuo ma anche per tutta la collettività», soprattutto in relazione alla diminuzione consistente delle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate «che sono scese sotto il 95% e dunque sotto la soglia di allarme». Intanto, nelle circa ottanta pagine della bozza del Piano nazionale vaccinazioni è tracciata la strategia completa per risalire la china di un calo delle vaccinazioni che preoccupa le autorità sanitarie del Paese: mantenere lo stato polio -free, raggiungere lo stato morbillo -free e rosolia -free, garantire l’ offerta attiva e gratuita delle vaccinazioni nelle fasce d’ età e popolazioni a rischio. Il documento sottolinea, inoltre, l’ importanza di dare risposte e proporre soluzioni «per l’ innovazione tecnologica, per lo sviluppo di nuovi vaccini, per la possibilità di combinare antigeni in maniera diversa e migliore dell’ attuale», con un costo che ammonterebbe a circa 620 milioni di euro. E sempre il Piano evidenzia con forza i risparmi che derivano da una vaccinazione massiva e l’ aumento in termini di Pil derivante dalla promozione di buone pratiche nella salute e dalla prevenzione delle malattie. È stato dimostrato, si legge nella bozza, che per ogni euro investito in vaccini lo Stato ricava almeno 4 euro per effetto di costi evitati e vantaggi per la fiscalità. «Non vaccinare contro una malattia prevenibile – si legge nella bozza -, quindi, se da un lato determina un risparmio, limitato, di risorse legate all’ acquisto e alla somministrazione dei vaccini, dall’ altro rappresenta invece un costo spesso assai più rilevante tanto in termini di salute (qualità della vita) che economici (costi diretti e costi indiretti) ». Per l’ Italia, ad esempio – si legge sempre nella bozza – è stato calcolato che vaccinando tutti i cittadini tra i 50 ed i 64 anni contro l’ influenza con un investimento massimo di 76 milioni di euro ci sarebbe un risparmio per il Servizio sanitario nazionale pari a 746 milioni di euro, con un rapporto di 1 a 10. La copertura del 75% del vaccino antinfluenzale nei Paesi Ue eviterebbe 72,6 milioni di euro di costi diretti e 112 milioni di costi indiretti. Nel 2002-2003 l’ epidemia italiana di morbillo, a fronte di circa 20mila casi, ha portato ad un costo di 22 milioni di euro. Sempre secondo le osservazioni contenute nel Piano, un euro speso per la vaccinazione può liberare 24 euro reinvestibili in assistenza clinica per chi si ammala. Un risparmio che ovviamente riguarda anche tutti gli altri Paesi come ad esempio nel caso della polmonite. Nei 51 Paesi della regione europea dell’ Oms, infatti, i costi economici della polmonite sono superiore ai 10 miliardi, con i costi legati alla gestione ospedaliera valutabili intorno a 6 miliardi l’ anno. Il Piano evidenzia anche casi in cui le vaccinazioni hanno prodotto una drastica riduzione delle malattie e dei costi conseguenti. Il vaccino contro il morbillo, ad esempio, negli Usa ha prodotto un risparmio di circa 12 milioni di dollari l’ anno, mentre quello contro l’ Epatite B nei bambini e adolescenti produce un risparmio complessivo nella proiezione dei costi e dei benefici variabile fra 1,1 e 1,3 miliardi di euro.
 
 

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