Vaccini, scontro sulla scuola «Obbligatori per l’ iscrizione»
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fonte:
- Il Messaggero
IL CASO ROMA Il 26 gennaio 1999 il Presidente della Repubblica ha firmato un decreto nel quale si legge: «La mancata certificazione delle vaccinazioni non comporta il rifiuto di ammissione dell’ alunno alla scuola dell’ obbligo o agli esami». Era stato, così, dato il via libera alla possibilità di astenersi dalla profilassi. Libertà poi battezzata come “dissenso informato”. GLI AMMINISTRATORI Oggi, sono gli stessi assessori regionali, a richiedere di tornare indietro. E reintrodurre l’ obbligo di vaccinazione per i bambini che frequentano le scuole, dal nido alla terza media. Per fermare il calo: 5-10 mila vaccini in meno all’ anno. La proposta degli amministratori è quella di introdurre la modifica con il nuovo Piano vaccinale 2016-2018 che verrà discusso martedì alla Conferenza Stato-Regioni. Lo stesso Piano che ha scatenato le polemiche dei medici per le ipotesi di sanzioni nei confronti di chi dissuade i genitori a proteggere i propri figli. La questione della scuola potrebbe essere la seconda miccia che rischia di scoppiare intorno al caso vaccini. «Non vietiamo l’ accesso alla scuola pubblica – precisa Sergio Venturi dell’ Emilia Romagna, coordinatore degli assessori – ma ci poniamo il tema che la frequenza sia coerente alle vaccinazioni obbligatorie». L’ obiettivo, come avverte l’ Istituto superiore di sanità, è il «mantenimento di coperture elevate per prevenire epidemie ed evitare che si ripresentino malattie che sono state eliminate in Italia». LE FAMIGLIE Un esempio è il morbillo. «Una malattia estremamente contagiosa – spiega Susanna Esposito, direttore della clinica Pediatrica dell’ ospedale Maggiore di Milano e presidente della Commissione Oms per l’ eliminazione di morbillo e rosolia – Per interromperne la trasmissione sono necessarie coperture vaccinali molto elevate con due dosi». In Italia, però, l’ adesione delle famiglie sulla prima dose si attesta intorno al 90% contro l’ obiettivo minimo del 95%, mentre per quella sulla seconda dose i dati sono inferiori agli standard richiesti, meno dell’ 85% rispetto al limite più basso accettato che è del 95%. L’ ipotesi degli assessori è stata accolta dal ministero della Salute: si sta pensando ad un’ ordinanza che condizioni l’ iscrizione a scuola all’ avvenuta vaccinazione. E’ bastata questa intenzione (unita all’ ipotesi sanzioni per i medici che sconsigliano la profilassi) e all’ annuncio della presentazione alla Camera del progetto di legge di Filippo Crimì Pd, medico, per reintrodurre la copertura vaccinale per i bambini che frequentano le scuole dell’ obbligo, perché la galassia dei movimenti no-vaccini su web alzasse la voce e, con loro, anche le associazioni consumatori. Il Codacons si dice pronto ad «una raffica di denunce contro le vaccinazioni di massa». «Sembrano partite le grandi manovre delle case farmaceutiche per arricchirsi grazie all’ allarme vaccini appena scoppiato – fa sapere il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Spaventare i medici che non ritengono di suggerire la vaccinazione a tutti i costi è una forma di violenza. Della quale si può essere chiamati a rispondere dinanzi la giustizia». LA PERTOSSE A lanciare la proposta di far rientrare la profilassi obbligatoria nelle comunità scolastiche è stata una mamma di Cesena, Alice Pignatti che, su change.org, ha lanciato una petizione per il ministro Lorenzin. La sua bambina aveva 40 giorni quando si è ammalata di pertosse. «Per dare l’ idea di quanto sia facile diffondere l’ infezione – spiega la mamma – basti pensare che la mia piccola, ora ha cinque mesi, durante la malattia ha contagiato circa una decina di persone, tra queste sia me che un’ amica che aveva appena partorito». LE SANZIONI In vista dell’ incontro di martedì del governo e delle Regioni sul Piano viene delineata, in modo più preciso, la presa di posizione del ministero della Salute nei confronti dei medici che si sono sentiti attaccati (ipotesi di sanzioni e radiazione dall’ Ordine) come responsabili maggiori del calo vaccinale: «Ogni azione attuativa del piano – precisa Ranieri Guerra Direttore generale del Ministero – è previsto che venga intrapresa con i medici, non certo contro». Nelle ottanta pagine della bozza del Piano leggiamo anche un’ analisi del rapporto costo-beneficio della profilassi. Per ogni euro investito in vaccini lo Stato ricava almeno 4 euro per effetto di costi evitati e vantaggi per la fiscalità. Carla Massi © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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