21 Ottobre 2015

N u t r i re il pianeta e la pazienza della gente

N u t r i re il pianeta e la pazienza della gente

di VINCENZO CORONETTI
Manca più o meno una decina di giorni ala chiusura di Expo. E pare che la gente si sia accorta solo adesso del’ eccezionale esposizione milanese. Un assalto quotidiano di decine di migliaia di visitatori, come mai era accaduto nei mesi passati. Una rincorsa senza precedenti per accedere ai padiglioni per tempo, sfidando attese di ore e ore in code chilometriche, che nessun organizzatore poteva prevedere in queste dimensioni. Sembra quasi che tutti abbiano fatto la stessa valutazione: aspettiamo ottobre, quando la massa sarà già passata e eviteremo la ressa. In vece eccola lì la massa, più che passata, esaurita. Al punto che qualcuno si è rivolto al Codacons per fare causa, richiedendo i danni per coda eccessiva. Oltre al rimborso del biglietto, anche il risarcimento per il danno morale. Si tratta dela prima causa italiana contro Expo, che sarà presentata al Giudice di pace di Roma, dove risiede il signore che si sente ferito per l’ impossibilità materiale di entrare nei padiglioni. A fronte dei furbetti che si presentano ai canceli con un neonato, con un ultra settantenne da accompagnare o, addirittura, esibendo finti certificati medici che accertano presunte disabilità per ottenere ingressi preferenziali, il cittadino romano ha percorso un’ altra strada: quela dele carte bolate. Che abbia ragione, lo dirà il giudice. Che l’ episodio confermi per paradosso il successo di Expo, è scontato. L’ obiettivo dei venti milioni di visitatori è stato ampiamente centrato, con piena soddisfazione di chi ha gestito la delicata partita. Certo, meno soddisfatti sono coloro che hanno pagato quasi quaranta euro per partecipare a un evento di livelo mondiale per finire in una sorta di gorgo infernale. Probabilmente non c’ erano e non ci sono contromisure efficaci per accorciare le attese: se la gente arriva non la si può respingere, evidentemente. E, comunque, più visitatori ci sono, più alti sono gli introiti. Fa però rabbia sapere che i potenti, i meno potenti, gli amici degli amici abbiano potuto accedere ale meraviglie di Expo senza patire disagi. Un diritto acquisito dal loro ruolo, ma anche dale conoscenze giuste. Succede così dappertutto; succede di più in Italia dove il benefit riconosciuto, regalato o strappato rappresenta un titolo di merito, il riconoscimento di uno status, un poter sentirsi qualcuno. Così è se vi pare. E gli altri? Gli altri s’ arraggino, e ricordino il tema conduttore del’ esposizione internazionale: nutrire il pianeta, energia per la vita. Che potrebbe anche cambiare in: nutrire la pazienza dela gente, energia per incazzarsi di meno.

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