Dal governo ottocento milioni “Cambieremo il volto di Taranto”
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fonte:
- la Repubblica
VITTORIO RICAPITO UN FIUME di milioni, 800 per la precisione, per cambiare faccia a Taranto, rilanciare arsenale e porto, bonificare i quartieri inquinati, restaurare la città vecchia, migliorare ferrovie e viabilità, implementare musei, turismo e cultura. Lo conferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, ieri in città assieme al sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi per presiedere il tavolo per Taranto a cui partecipano Regione, Provincia, Comune, Autorità portuale, Camera di commercio, Marina militare e commissario alle bonifiche. «È la prima volta in Italia che si utilizza un contratto istituzionale di sviluppo – spiega De Vincenti – su Taranto arrivano risorse certe e imponenti. Ora bisogna mettere in campo i migliori progetti per rilanciare la città ». Governo ed enti locali tracciano tempi e road map degli interventi da finanziare. Il contratto prevede diffide per ritardi superiori ai trenta giorni. «Il contratto è quasi pronto – spiega De Vincenti – mancano solo le ultime messe a punto. Come promesso lo firmeremo per fine novembre e partirà la delibera del Cipe che sblocca 800 milioni, di cui 200 sono destinati all’ ospedale di Taranto». Quattro le direttrici su cui si sviluppa il contratto: porto, arsenale, bonifiche delle aree esterne al siderurgico inquinate per decenni e recupero della città vecchia. Più nel dettaglio le risorse, il cui utilizzo verrà monitorato da un nucleo tecnico in via di costituzione, saranno così suddivise: 390 milioni vanno al sistema portuale, di cui 200 alla piastra logistica e 150 alla realizzazione di nuovi moli. Il governo vuol far ripartire alla svelta il porto dopo l’ abbandono di Tct. «Ci sono contatti in corso per trovare un nuovo operatore» spiega il sottosegretario che aggiunge: «Il raddoppio del canale di Suez è una grande opportunità per Taranto che diventerà il primo ingresso in Europa. Investiremo altri 30 milioni per migliorare collegamenti su binari e strade e facilitare il transito delle merci». Oltre 200 milioni sono per il completamento dell’ ospedale e 91 vanno alle bonifiche dei siti inquinati, Mar Piccolo, rione Tamburi, comune di Statte, i più vicini al siderurgico. «Il risanamento ambientale va di pari passo con l’ impegno per salvare economicamente l’ Ilva e rilanciarla attraverso miglioramento gestionale e prodotti di qualità superiore. L’ Ilva – afferma De Vincenti – è un patrimonio per la città di Taranto e per l’ economia italiana ». All’ edilizia abitativa vanno 89 milioni, di cui parte sarà destinata al recupero di edifici storici a rischio crollo e ricostruzione di reti dei servizi nella città vecchia. Per l’ arsenale, inaugurato nel 1889, il sottosegretario Rossi assicura «progetti per valorizzare le competenze nella riparazione navi, anche non militari e novità come una banchina per l’ approdo di navi da crociera in Mar Piccolo e un museo dedicato all’ archeologia industriale». Oggi prima udienza in corte d’ assise per il maxi processo “Ambiente svenduto” sul disastro ambientale di Taranto. Sono 47 gli imputati alla sbarra ma molto probabilmente l’ udienza slitterà per un difetto di notifica. Il Codacons chiederà di costituirsi parte civile per chiedere un risarcimento milionario. Ieri intanto il gup ha assolto otto ex direttori del siderurgico e due medici dall’ accusa di omicidio colposo per la morte di un operaio morto di tumore dopo 35 anni di lavoro nello stabilimento. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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