16 Ottobre 2015

Legge di stabilità: dalle tasse al fisco, Renzi dà la sveglia. E avverte la Ue: decidiamo noi

Legge di stabilità: dalle tasse al fisco, Renzi dà la sveglia. E avverte la Ue: decidiamo noi

Il premier Matteo Renzi dà la sveglia agli italiani. Sono le 8 quando dal microfono di 24 Mattino su Radio 24 parla di tutto e di più. Ovviamente tema centrale è la legge di stabilità, fresca di approvazione del consiglio dei ministri. E sulla quale le opposizioni già affilano le armi. “Non ci sono le coperture per la legge di stabilità? Ormai sono affezionato ai benaltristi, mi portano bene”. “Da due anni a questa parte l’Italia sta iniziando a tagliare le tasse con operazioni che possono piacere o meno – 80 euro, Irap, Imu -. Questo è il ato di fatto che a mio giudizio interessa alle persone”, ha ribattutto il premier. “Le tasse non sono più una cosa bellissima – ha detto, citando a la frase di Tommaso Padoa-Schioppa, pronunciata quando era ministro del Tesoro del secondo governo Prodi – le tasse vanno ridotte, punto”, ha proseguito Renzi. “Da due anni a questa parte l’Italia comincia a tagliare le tasse. Questo interessa le persone. Siamo entrati in un linea di sviluppo per cui le tasse vanno ridotte”, ha detto il presidente del consiglio. E “non ci saranno aumenti di altre imposte dopo l’eliminazione dell’Imu”, ha assicurato Renzi.
Una legge di stabilità da difendere a spada tratta secondo il premier, per le novità contenute. “I costi standard sono le vere novità liberali della legge di stabilità”, ha detto Renzi. E tra le novità anche quella sul pagamento del canone Rai. “Quella sul canone è una norma al riparo da impugnative”, ha sottolineato il premier. E poi ancora. “La tax expenditure, la detraibilità fiscale che hanno una parte degli italiani, dovrebbe essere prima o poi messa in discussione. Si tratta di 4 mld e se fossimo intervenuti voleva dire alzare le tasse di 4 mld, abbiamo preferito rinviare”, ha ssostenuto Renzi, nel corso di un’intervsita a Radio24, parlando della spending review che è stata dimezzata da 10 miliardi a 5 miliardi. Altro tema bollente quello del limite al contante. “Noi abbiamo un limite al contante più basso d’Europa. Solo il Portogallo lo ha basso come il nostro, a mille euro. I dati dimostrano che non è stato il contante a ridurre l’evasione, ma l’utilizzo dei sistemi informatici”, ha replicato il premier, parlando della scelta di alzare la soglia di utilizzo del contante da 1.000 a 3.000 euro. Con la legge di Stabilità, poi, “abbiamo ridotto il plafond” di risorse per il 2 per mille ai partiti: erano 9, 27 e 45 miliardi per i prossimi tre anni, ora sono 10 20 e 20″.
A proposito si una eventuale bocciatura da parte della Ue, Renzi ha risposto così: “Bruxelles non ha alcun titolo per intervenire nel merito delle misure della legge di stabilità”. Comunque, “se Bruxelles boccia la legge di stabilità noi gliela restituiamo tale e quale. Bruxelles non è un maestro che ci dice cosa fare. Basta con l’atteggiamento tafaziano di dire ‘ora Bruxelles ci boccia’. Anche perché l’Italia è l’unico paese a rispettare il tre per cento e il fiscal compact”, ha detto il presidente del consiglio.
Inevitabile una serie di passaggi sul caso Roma, culminato con le dimissioni del sindaco Ignazio Marino. “Io non metto il naso nelle cose dei comuni. il commissario di Roma lo sceglierà il Prefetto”, ha sostenuto Renzi. “L’organizzazione del Giubileo di questo anno non è come quello precedente: è stato annunciato un po’ a sorpresa. Noi abbiamo la possibilità di utilizzare un provvedimento normativo per il giubileo per cercare di intervenire, forse con un decreto legge, per fare una squadrettina che senza colori politici utilizzi la scadenza del Giubileo per sistemare i problemi”.
“Ci sono i fatti e i fatti sono testardi. Vale per me, per le vicende che riguardano mio padre”, ha dichiaro, invece, rispondendo a una domanda sull’inchiesta del Fatto Quotidiano sulle spese al Comune di Firenze ai tempi in cui Renzi era sindaco del capoluogo toscano. In merito all’impossibilità di avere accesso ai documenti del Comune, mossa dal quotidiano, il premier si è limitato a rispondere: “chiedete a Travaglio”, rivendicando la “assoluta trasparenza” degli atti”. “Quello che mi stupisce è che su una vicenda totalmente inventata io devo rispondere più volte”.
E poi la sintesi finale, nei pochi caratteri concessi da Twitter di cui il premier è appassionato. “Giù le tasse. 80 euro, Irap costo del lavoro, Imu e Tasi. Stiamo dimostrando che si può fare sul serio #italiariparte”, ha scritto Renzi.
 
Damiano, coperture sono ballerine
 
Ovviamente non tutti la pensano come il premier e l’iter parlamentare della manovra non sarà affatto facile.
La manovra economica varata dal Governo Renzi “potrebbe anche funzionare, peccato che le coperture siano ballerine”, ha affermato, per esempio, Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera, ospite questa mattina a La telefonata di Belpietro su canale 5. Riguardo le novità sul fronte pensioni introdotte nella legge di stabilità, Damiano ha aggiunto che “per quello che ho capito, un lavoratore che abbia compiuto 63 anni di età può concordare con il datore di lavoro la possibilità di passare dal tempio pieno del suo lavoro a un part time”.
Il lavoratore, spiega Damiano, “naturalmente riceverà uno stipendio dimezzato ma i contributi pensionistici saranno pieni” anche se “non abbiamo ancora capito chi pagherà i contributi: se li paga il datore di lavoro o se c’è anche un contributo dello Stato”. Tuttavia, “credo che verranno pagati totalmente dal datore di lavoro”. Parlando della questione degli esodati Damiano ha ricordato che nella manovra del Governo “sarà estesa la settima salvaguardia e l’opzione donna”.

Codacons, pronti a presentare ricorso contro il canone in bolletta

Contro l’inserimento del canone Rai in bolletta deciso con la Legge di Stabilità 2016, il Codacons annuncia la presentazione di un ricorso finalizzato ad invalidare il provvedimento. “Impugneremo la decisione del Governo di far pagare il canone Rai con la bolletta elettrica e solleveremo questione di costituzionalita’ – afferma il presidente Carlo Rienzi – Si tratta infatti di una misura illegittima che contrasta palesemente con la natura giuridica dell’imposta la quale, in base al Regio decreto legge 21 febbraio 1938, n. 246, si applica solo a chi possiede un apparecchio adibito alla ricezione di radioaudizioni televisive e non ha nulla a che vedere con le bollette”. Ma dalla Legge di Stabilità emergono altre preoccupanti criticita’ che potrebbero danneggiare i cittadini – spiega il Codacons – Il taglio di Imu e Tasi e le conseguenti minori risorse che entreranno nelle casse dei Comuni, se non saranno compensate da finanziamenti provenienti dallo Stato centrale, potrebbero portare le amministrazioni comunali ad aumentare la tassazione locale, con danni enormi per i contribuenti. Il Codacons promuove invece l’innalzamento della soglia per i pagamenti in contanti da 1000 a 3000 euro, decisione che semplifichera’ la vita a cittadini e imprese senza tuttavia avere conseguenze sul fronte dell’evasione.

Poletti, aumento no tax area pensionati dal 2017

L’aumento della no tax area per i pensionati previsto dalla legge di stabilità varata ieri dal governo partirà soltanto dal 2017, a meno che la Commissione europea non accordi all’Italia l’utilizzo di maggiori patti di flessibilità per l’emergenza migranti. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, illustrando la manovra. La no tax area per i pensionati over 75 salirà dagli attuali 7.750 euro a 8.000 euro, raggiungendo cosi’ quella in vigore per i lavoratori dipendenti. Per i pensionati con  meno di 75 anni di età si passerà invece dagli attuali 7.500 euro a 7.750.

Il Mef a Bruxelles, l’Italia è in ripresa

“L’economia italiana è in ripresa, famiglie e imprese più ottimiste”, questo l’abbrivio del Piano programmatico di bilancio che il governo italiano ha inviato a Bruxelles. Il governo ricorda come nella prima metà dell’anno il Pil reale sia salito dell’1,4% rispetto all’ultimo trimestre del 2014, “una continuazione positiva di questa tendenza è attesa per il resto dell’anno e nel medio termine nonostante la situazione economica globale appaia più sfidante di quanto fosse in aprile, al momento della redazione del Programma di Stabilita”. Confermate ovviamente le previsioni di crescita del Pil a +0,9% quest’anno e +1,4% il prossimo formulata nella Nota di aggiornamento del Def.
Non solo. “La legge di stabilita’ 2016 prevede misure che aumenteranno in modo strutturale la competitività dell’economia italiana”, si legge nel documento programmatico di bilancio 2016 che il Governo ha inviato a Bruxelles, in cui si sottolinea che “la riduzione della pressione fiscale sulle imprese proseguirà nel 2017 attraverso il taglio dell’Ires”, che scenderà dal 27,5% al 24%: una misura che, “insieme al taglio della componente Irap relativa al costo del lavoro, punta a ridurre il preso del fisco sulle imprese, in modo da allineare la tassazione agli standard europei”.
Le diverse misure varate dal Governo, spiega il documento, “insieme alle riforme che riducono i vincoli amministrativi e rendono più efficiente la giustizia civile, porteranno all’aumento della competitività di tutti i settori economici”.
In particolare, tutte le misure in questione, “insieme alle azioni volte alla realizzazione piu’ veloce delle infrastrutture e dei progetti co-finanziati dalla Ue, dovrebbero facilitare la ripresa del settore dell’edilizia, che ha registrato una lunga contrazione negli ultimi anni”.

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