16 Ottobre 2015

Volkswagen, manager italiani sotto la lente dei magistrati

Volkswagen, manager italiani sotto la lente dei magistrati
indagati l’ ad nordio e de meo. ipotesi frode in commercio

• L’ onda lunga dello scandalo delle emissioni truccate dei motori diesel Volkswagen raggiunge anche i piani alti del gruppo tedesco in Italia. Ieri la Guardia di Finanza ha perquisito la sede della casa automobilistica nel nostro Paese a Verona. Sotto inchiesta sono infatti finiti l’ ad e dg di Volkswagen Group Italia, Massimo Nordio, che è indagato assieme ad altri cinque dirigenti italiani della casa automobilistica, nell’ ambito dell’ inchiesta aperta dalla Procura di Verona sulla manipolazione dei dati delle emissioni diesel di alcuni modelli. Il reato ipotizzato dai magistrati è quello frode in commercio. Tra gli altri indagati, figura Luca De Meo, responsabile marketing e vendite di Audi. Le perquisizioni oltre che nella sede della Vokswagen a Verona si sono estese anche a quella della Lamborghini, che è controllata dal gruppo tedesco, a Bologna. a indirizzare i magistrati sono state le richieste dei consuma tori. Per il Codacons infatti «è stata accolta in pieno la nostra istanza. Solo pochi giorni fa avevamo chiesto di disporre perquisizioni a tappeto nelle sedi italiane di Volkswagen e presso le abitazioni private di dipendenti e manager, allo scopo di acquisire documentazione circa lo scandalo delle emissioni falsificate, al pari di quanto disposto dalla magistratura tedesca. La nostra ipotesi era proprio quella di una possibile frode in commercio a danno dei consumatori, per la quale ci siamo rivolti alla magistratura e all’ Antitrust». Intanto ieri la Kba, la Motorizzazione tedesca, ha ordinato il richiamo di 2,4 milioni di auto Volkswagen per lo scandalo delle false emissioni. «Stiamo ordinando il recall» ha fatto sapere un portavoce della Kba. Volkswagen richiamerà in tutto 8,5 milioni di auto diesel che includono lo software per manipolare le emissioni in Europa. Nel tentativo di frenare il danno di immagine, infine, Volkswagen ha comprato una pagina de La Stampa, il quotidiano torinese controllato da Fiat Chrysler, per pubblicare una lettera di scuse ai clienti. Il gruppo secondo l’ istituto di ricerca economica Diw potrebbe spendere fino 100 miliardi di euro per gli interventi di riparazione.
filippo caleri

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