Volkswagen, Verona indagherà in tutta Italia
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fonte:
- Corriere del Veneto
schinaia: «ma se
dovessimo effettivamente riscontrare reati, gli eventuali responsabili
della truffa andranno cercati all’ estero». i consumatori: «ci
costituiremo parte civile per i risarcimenti». ieri vertice tra i loro
legali
VERONA Clienti «fraudolentemente» indotti ad acquistare auto a marchio Volkswagen. Acquirenti tratti in inganno dal «trucchetto» di nascondere il reale valore delle emissioni di CO2 con il cosiddetto «diesel pulito». È l’ ipotesi su cui s’ incentra l’ inchiesta per truffa e frode in commercio aperta a Verona sullo scandalo Dieselgate.«Si prospettano indagini tutt’ altro che brevi ed agevoli. La vicenda è delicatissima e dunque – mette in chiaro il procuratore Mario Giulio Schinaia – siamo chiamati a procedere con la massima attenzione. Del resto, gli interessi in gioco sono di rilevanza primaria». Nel frattempo, in tribunale, prende forma quello che sarà il modus agendi degli inquirenti per accertare fatti ed eventuali responsabilità: «In capo alla magistratura veronese ricade la competenza dell’ inchiesta a livello nazionale, in quanto la città è sede della filiale italiana del colosso tedesco – analizza Schinaia -. Dovremo quindi coordinare indagini che verranno estese alle auto immesse in commercio nell’ intera penisola. Per quanto riguarda le vetture poste in circolazione all’ estero, invece, non potremo intervenire». Del resto, nei giorni scorsi, la stessa Unione Europa ha specificato che ciascuno dei Paesi avrebbe dovuto indagare «in proprio» sul Dieselgate dato che, a tutt’ oggi, manca una strategia coordinata a livello europeo nel settore-auto. «Il primo passo, da parte nostra, sarà verificare se siano stati commessi o meno eventuali reati. Nel caso in cui dovessimo effettivamente riscontrarli, per individuarne i responsabili sarà quasi certamente necessario cercarli all’ estero», ritiene il procuratore scaligero che, almeno per ora, giudica invece «difficilmente dimostrabile l’ ipotesi del disastro ambientale. L’ inquinamento atmosferico è frutto di numerosissimi fattori e analizzarne le cause precise risulterebbe estremamente complicato». E mentre in Germania il gruppo Volkswagen sta mettendo al centro dell’ inchiesta interna due tra i suoi uomini di punta (Ulrich Hackenberg, capo del team degli ingegneri di Audi, e Wolfgang Hatz, ideatore dei motori da corsa della Porsche), a Verona le associazioni dei consumatori plaudono all’ iniziativa della procura. «Bene l’ inchiesta – dichiara Francesco Luongo, vicepresidente del Movimento Difesa del Cittadino (da cui è partito l’ esposto che ha fatto intervenire i pm scaligeri) – a cittadini e imprese proprietarie dei veicoli truccati serve chiarezza sia su quanti e quali tipi di auto siano coinvolti che sulle forme di risarcimento che dovrà essere loro riconosciuto attraverso le costituzioni di parte civile contro i responsabili. La procura sta esaminando anche la nostra richiesta di procedere al sequestro preventivo di tutte le auto incriminate presenti nelle concessionarie, nonché della confisca dei beni dei responsabili Volkswagen qualora l’ esito delle indagini confermasse le ipotesi di reato». Sulla stessa linea Adiconsum: «Dopo l’ apertura dell’ istruttoria per pratica commerciale scorretta da parte dell’ Antitrust – interviene il presidente provinciale Davide Cecchinato -, anche la magistratura vuole capire se il comportamento della casa costruttrice tedesca sia penalmente rilevante. Domanda che tutti ci facciamo e che speriamo presto possa trovare risposta. Nel caso si avviasse un processo, Adiconsum è pronta alla costituzione di parte civile per tutelare i diritti dei consumatori che, peraltro, già stanno contattando la nostra sede per chiedere di essere difesi. Invitiamo tutti gli interessati a contattarci non appena arriva la lettera di richiamo del mezzo e, in ogni caso, prima di recarsi all’ autofficina». Ieri pomeriggio, per mettere a punto come procedere, si è tenuto un vertice tra lo stesso Cecchinato e i legali dell’ associazione. Anche Codacons, intanto, non sta certo a guardare: «La vicenda è complessa e ovviamente – annuncia Stefano Fanini, coordinatore provinciale – attendiamo fiduciosi l’ esito dell’ inchiesta aperta dalla procura di Verona per inoltrare le richieste di costituzione di parte civile. Le segnalazioni che continuiamo a ricevere sono in aumento. E meritano tutte risposta». Trovarle spetta ai pm.
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