Pochi, sporchi e fuori uso: ecco i bagni per il Giubileo
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fonte:
- Il Messaggero
servizi
igienici fatiscenti per le strade e sporcizia in quelli all’ interno dei
bar per usare le toilette bisogna pagare e spesso la macchinetta non dà
resto
IL FOCUS A scovarli è già un problema, credere poi di trovarli perfino puliti è una semplice illusione. Funzionano in tutta Europa, da Parigi a Londra, ma nella Capitale conviene avere vesciche e prostate allenate piuttosto che addentarsi in un bagno pubblico, sia esso in muratura o autopulente, che richiede persino il pagamento di un euro. Perché il servizio è sì, pubblico. Ma non gratuito. E uno lo pagherebbe pure quel “dazio” se in cambio potesse trovare una toilette funzionante, decorosa, ma soprattutto igienizzata. In tutta Roma, i bagni pubblici, la cui manutenzione spetta all’ azienda municipalizzata Ama, sono 57: trenta quelli in muratura, ventisette gli autopulenti e automatici senza contare, infine, i wc della metropolitana. In ognuno lo scenario è critico. Bisogna fare i conti con quello che la città offre oggi. E sono conti amari, anzi: sporchi. IN STRADA Partiamo dai servizi igienici di superficie. Il wc prefabbricato autopulente di piazza Mancini, all’ angolo con via Longhi, è ricoperto di scritte. In terra sacche di rifiuti mai raccolte. Meglio non entrare, ma questo si comprende solo dopo. Solo dopo aver pagato un euro per scoprire un water sporco con l’ acqua che dal lavandino non esce. Non va meglio nel wc in muratura di via Zanardelli. Le pareti interne, intrise di umidità, perdono pezzi d’ intonaco, i deodoranti appesi ai muri non riescono a proteggere dal fetore. A piazza Città Leonina l’ ascensore per i disabili, che collega la strada con i bagni interrati, è una cabina circondata dai rifiuti, con i vetri sporchi e il ferro della struttura arrugginito. Un bel biglietto da visita per le migliaia di turisti, famiglie, comitive che affollano ogni giorno dell’ anno il Vaticano. TURISTI A passeggiata di Ripetta le porte del bagno pubblico sono sbarrate da una catena. Il servizio è inutilizzabile da anni. E pare un paradosso perché varcando la soglia di queste cabine, che paiono dei bunker – e che strizzano persino l’ occhio all’ architettura francese in fatto di design con dei risultati, tuttavia, diametralmente opposti – c’ è una voce registrata che informa l’ utente del tempo concesso e dei servizi messi a disposizione. Eppure, la carta igienica non c’ è. Dai lavandini tre volte su cinque esce solo un filo d’ acqua che definire limpida è un gesto di cortesia. La luce delle lampade elettrogene va e viene. E lo scenario è puntuale e costante. Si ripete senza soluzione di discontinuità in tutte le strutture della Capitale. Intorno ai piccoli box regna quasi sempre il degrado, soprattutto per quelle toilette non centrali. DISAGI Poi si passa ai servizi erogati dalla metropolitana che non sono gestiti da Ama ma dall’ Atac. Sulla linea A della metro per 21 stazioni totali esistono appena 6 bagni. Lo scenario diventa ancor più drammatico, sulla linea B. Alla stazione Bologna, il bagno è all’ ingresso. Di fronte ai tornelli. Per entrare bisogna inserire 50 centesimi. Attenzione, però, perché il dispositivo riconosce anche le monete da uno e due euro ma non dà resto. La porta si apre e la prima cosa da cui ripararsi è il cattivo odore che esce da quella piccolissima stanza. Il pavimento è lurido, bagnato. In mezzo a quelle grate c’ è di tutto. Pezzi di carta, assorbenti. Il water è ostruito da fogli di giornale. Ecco allora che ai turisti e ai residenti che girano in città e che hanno bisogno di un bagno, non restano che quelli dei bar, l’ ultima àncora di salvezza. Ma proprio in Centro, tra piazzale Flaminio, via del Corso, piazza di Spagna e via del Babuino, pochissime sono le attività che permettono di usare gratis le toilette. Sembra quasi scortesia chiedere del bagno senza prima aver ordinato almeno un caffè. Si riesce nell’ impresa solo abbozzando un sorriso, confidando nella benevolenza del gestore. Molti non esitano a rispondere: «Il bagno è solo per i clienti». Allora quel caffè te lo prendi ciononostante lo scenario che si scorge aprendo la porta della toilette non è molto diverso da quello offerto nelle strutture pubbliche. Perché i water o sono rotti, senza tavolette o hanno i pavimenti luridi o ancora emanano odori sgradevoli. IL COMUNE Il Comune di Roma è consapevole delle enormi lacune che il servizio si porta dietro da anni. Tanto che, proprio in vista del Giubileo, sarà presentato un bando da 970mila euro per il recupero di otto strutture in muratura – parco Adriano, largo Porta Cavalleggeri, Salita del Pincio, Passeggiata di Ripetta, piazza Risorgimento, Gianicolo, San Paolo, Colosseo – quattro delle quali chiuse da anni. Un numero d’ interventi, tuttavia “inadeguato”, commenta il Codacons, “che non andrà a migliorare affatto l’ esistente e non risolverà i bisogni dell’ utenza che in vista del Giubileo aumenteranno vertiginosamente”. Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.
camilla mozzetti
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