Norman Atlantic, nella scatola nera le voci della tragedia: “Fumo anziché acqua dal tubo antincendio”
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fonte:
- Repubblica.it
Un altro importante tassello nella ricostruzione del mosaico della verità sulla tragedia della Norman Atlantic, il traghetto andato a fuoco la notte del 28 dicembre 2014 nel canale d’ Otranto. A fornirlo sono i file audio estratti dalla scatola nera della Norman che, passo dopo passo, raccontano cosa accadde quella notte in cui persero la vita nove persone e altre 19 risultarono disperse, senza contare gli altri due morti che facevano parte dell’ equipaggio del rimorchiatore albanese Illiria giunto in soccorso della Norman Atlantic. A darne l’ annuncio è il Codacons: “Finalmente risolto il mistero dei file audio che nella fase iniziale delle indagini non era stato possibile recuperare dalla scatola nera della Norman Atlantic e la cui assenza era stata immediatamente notata dai consulenti del Codacons. I periti del gip sono riusciti a estrarre i file mancanti insieme con altre informazioni precedentemente non scaricate: un gigabyte di memoria che era rimasto finora nascosto”. Adesso, invece, la arriva ricostruzione dell’ accaduto. A cominciare, rendono noto dal Codacons, dalle “prime avvisaglie dell’ incendio” che “arrivano in plancia intorno alle 4,23: qualcuno riporta di aver visto del fumo. Ma la certezza che qualcosa di veramente grave stia accadendo matura alle 4,27, quando si sente una voce chiaramente alterata che grida: c’ è un incendio”. “Due minuti dopo viene dato l’ ordine di avviare manualmente uno dei sistemi antincendio (il drencher) al ponte 4, ma la conferma che la manovra abbia avuto successo stenta ad arrivare: una risposta affermativa giunge alle 4.33, ma evidentemente il comandante non è convinto perché continua a chiedere rassicurazioni sul corretto funzionamento che però non arrivano. Ancora alle 4,40 alla domanda (presumibilmente) del comandante: ‘Luigi, il drencher sta funzionando?’ segue un’ inquietante risposta: ‘…è pieno di fumo.. .è pieno di fumo”, seguita da una ancora più inquietante: ‘… dal tubo antincendio esce fumo, non acqua!’. “Quasi immediata la richiesta di soccorsi – si legge ancora nella nota del Codacons – alle 4.39, con la precisazione che è in corso un grave incendio e che servono dei rimorchiatori per spegnerlo”. L’ inferno a bordo, insomma, come testimonia ancora il Codacons rimarcando la richiesta disperata alla Capitaneria di porto di Bari delle 4,47: “Intervenite con tutti i mezzi: non possiamo mettere le lance in mare, abbiamo un gravissimo incendio a bordo, venite con i rimorchiatori”. Il resto è storia, bagnata nel sangue delle vittime della Norman Atlantic e dei soccorritori. “Il materiale informatico appena recuperato – precisano dal Codacons – verrà messo a disposizione delle parti nel giro di una settimana: soltanto allora i nostri consulenti potranno condurre in autonomia le loro indagini, che porteranno certamente alla luce informazioni preziose ai fini della ricostruzione di quanto realmente è accaduto a bordo e, in particolare, di cosa, eventualmente non ha funzionato, consentendo all’ incendio di propagarsi praticamente incontrastato. L’ auspicio è che risulti finalmente chiara la centralità di tali informazioni e che ogni residua resistenza possa essere quanto prima superata nell’ interesse della verità e nel rispetto della memoria delle vittime e del dolore dei loro familiari”.
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