7 Ottobre 2015

Canone in bolletta, Enel frena: ipotesi difficile

Canone in bolletta, Enel frena: ipotesi difficile

0 seconde e terze case escluse dall’ applicazione. vertice fra ministeri del tesoro, dello sviluppo e autorità per l’ energia
Il ministro dell’ Interno, Angelino Alfano, non si dice «certissimo che si farà subito nella legge di stabilità», ma «convinto che si farà e bene entro il 2016». Le opposizioni criticano la mossa di Renzi. Michele Cassano …Tavolo a tre tra Tesoro, ministero dello Sviluppo Economico e Authority per l’ energia per cercare di risolvere i problemi tecnici legati all’ inserimento del canone nella bolletta elettrica, sottolineati da aziende del settore e consumatori. Al no arrivato dal presidente di Assoelettrica, Chicco Testa, si aggiungono ora i dubbi del presidente dell’ Enel, Patrizia Grieco. «Mi sembra difficile da molti punti di vista – sostiene -. È difficile sia tecnicamente, per i sistemi di fatturazione, e probabilmente anche dal punto di vista giuridico. Non so dire se questi problemi siano risolvibili o meno». Rassicurazioni sulla possibilità di portare a compimento l’ operazione arrivano dal sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, che ha seguito il dossier già dallo scorso anno. «Noi lavoriamo per due obiettivi chiari indicati dal presidente Renzi – dice – ridurre il costo del canone peri cittadini ed eliminare l’ evasione. Ci sono problemi tecnici? Li risolveremo». Insomma, l’ intenzione è giungere a una soluzione in tempi rapidi, rispettando la promessa di Matteo Renzi di arrivare a una riforma entro la fine dell’ anno, con una norma nella legge di stabilità. In discussione non c’ è solo l’ ammontare della tassa, che potrebbe scendere sotto i 100 euro indicati dal premier (dai 113,5 attuali). Si sta valutando anche se optare per un pagamento in una unica solu zione a gennaio o in diverse rate. Resterà invece l’ esenzione per chi non paga già l’ elettricità. E per chi ha 75 anni e un reddito Irpef inferiore a 6.713,98 euro. Fonti ministeriali precisano anche che l’ utenza resterà unica e non dovrà essere quindi versata per seconde o terze case, sottolineando però che l’ istruttoria è «ancora del tutto aperta e di non semplice applicazione». Fatto sta che la Rai incasserebbe tre miliardi contro l’ uno e mezzo attuali. È forse per questo che il ministro dell’ Interno, Angelino Alfano, non si dice «certissimo che si farà subito nella legge di stabilità», ma «convinto che si farà e bene entro il 2016». «Le leggi – sostiene ancora – non le fa la Assoelettrica. È un paradosso se si protesta perchè si vuole diminuire una cosa che i cittadini pa gano». Di diverso avviso è Maurizio Gasparri. Renzi «finge di passare da 113 a 100 euro – sostiene il senatore di Forza Italia – ma intanto far pagare il doppio a cittadini che hanno più case o a chi ha un’ utenza elettrica per uno scantinato. In questo modo gli incassi si dilatano e i cittadini mediamente pagheranno di più. Insomma, una truffa che ovviamente impediremo». Immediata la replica di Giacomelli. «Gasparri sul canone Rai? Un misto di falsità e strumentalizzazioni condito con la consueta sobrietà di toni- sottolinea il sottosegretario -. Nessuno mi pare avanzi proposte diverse; quindi chi si straccia le vesti, propone di fatto di lasciare tutto così, aumentando magari il canone a chi lo paga e tollerando l’ evasione dei furbetti. Noi pensiamo sia possibile cam biare e sia giusto impegnarsi per farlo». Dalle associazioni dei consumatori ai Cinque Stelle alla Lega, altre critiche sull’ opzione bolletta per pagare il canone Rai. Una misura destinata a combattere l’ evasione, che nel 2015 dovrebbe sfiorare il 30%, toccando quota 600 milioniornano a ribadire la loro «netta contrarietà» Codacons, Adusbef e Federconsumatori, convinte che «esigere il canone da chiunque abbia un’ utenza elettrica ossia famiglie, imprese, uffici pubblici, condomini, pensionati, studenti e disoccupati, costituisca una evidente lesione di norme costituzionali ancora vigenti» e pronte al ricorso alla «Corte Costituzionale». Anche per l’ Unione nazionale consumatori l’ ipotesi sarebbe «illegale» senza un’ opportuna modifica di legge.

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