6 Ottobre 2015

Mafia capitale, class action di Codacons e M5S: “I romani vanno risarciti, costi per 600 milioni”

Mafia capitale, class action di Codacons e M5S: “I romani vanno risarciti, costi per 600 milioni”

Con
l’iniziativa si chiederà che i cittadini vengano risarciti per i danni
causati dalla gestione clientelare emersa con l’inchiesta ‘Mondo di
mezzo’. Rienzi: “I romani si costituiscano parte civile”

Una class action con cui i romani potranno chiedere un risarcimento per i danni causati dalla gestione clientelare di servizi e beni pubblici scoperchiata dall’inchiesta ‘Mondo di mezzo’. E’ quanto è stato presentato questa mattina in Campidoglio dal Movimento cinque stelle e dal Codacons a quasi un mese esatto dall’avvio del maxi processo su mafia capitale. “Chiediamo ai cittadini di unirsi e costituirsi parte civile per chiedere i danni subiti” ha detto il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, che ha segnalato il fatto che “nella giunta precedente l’87,69% dei lavori sono stati affidati senza gara, nella giunta Marino, anche se diminuiti in valore assoluto, sono l’87,33% del totale”.

“Come movimento fatto da cittadini” ha sottolineato il consigliere capitolino Marcello De Vito, che ha partecipato all’iniziativa insieme al collega Daniele Frongia e alla portavoce alla Camera dei Deputati, Roberta Lombardi, che ne è stata la prima firmataria “non possiamo che condividere questa azione del Codacons e costituirci parte civile in questo processo che sta evidenziando questo mondo di mezzo indegno e la continuità tra la precedente consiliatura Alemanno e quella attuale Pd”.
A dare qualche numero i consiglieri pentastellati. “Attraverso la nostra attività ispettiva abbiamo portato alla luce l’impatto della corruzione sui costi direttamente ed indirettamente sostenuti dai cittadini di Roma che ammontano a 600 milioni di euro” si legge in una nota. “Ad oggi ancora l’87 per cento degli appalti viene dato con affidamenti diretti. Abbiamo evidenziato sui bilanci  l’utilizzo smodato delle somme urgenze e delle proroghe in merito alla emergenza abitativa. Anche sulla svendita del patrimonio immobiliare per 308 milioni di euro vogliamo evidenziare la nostra richiesta, sin dal primo momento, di avere un censimento dei beni dall’Amministrazione. Ma ciò che ognuno di noi farebbe nella vita normale per il Comune di Roma è fantascienza. Stiamo pensando di interessare la Corte dei Conti ad avviare una attività di audit al fine di imporre all’Amministrazione di produrre i dati che chiediamo. Sempre come azione in difesa e a tutela dei cittadini”.

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