6 Ottobre 2015

Mondadori-Rcs la Borsa brinda ma Franceschini: il mercato rischia

Mondadori-Rcs la Borsa brinda ma Franceschini: il mercato rischia
titoli
su a piazza affari. marina berlusconi: investimento sul futuro del
paese. il ministro precisa: il governo non può né deve intervenire

IL CASO ROMA Quando ci sono i numeri e i bilanci in gioco quello che conta è la benedizione della Borsa. E non è un caso se ieri Piazza Affari ha accolto la vendita di Rcs Libri a Mondadori per 127,5 milioni con un rialzo del 5,3% per il gruppo guidato da Pietro Scott Jovane, che riduce il debito di 100 milioni, e del 2,3% per Segrate, che rafforza la leadership di mercato. Insomma, l’ operazione è una di quelle che il mercato definisce win-win, con vantaggi per entrambi i gruppi. Per Mondadori è il passo di chi «con orgoglio torna a crescere e compie un passo cruciale verso una sempre maggiore solidità», nelle parole di Marina Berlusconi, presidente del gruppo editoriale di Segrate. «É anche un investimento sul futuro del nostro Paese e sulla qualità di questo futuro», aggiunge la Berlusconi, che sottolinea anche il trend mondiale seguito dall’ Italia. Così, dice, l’ editoria nazionale sarà «più solida e competitiva per poter disporre di maggiori risorse da investire nella qualità e reggere il confronto con protagonisti aggressivi quali Amazon». Eppure le polemiche non mancano. Il ministro ai Beni Culturali, Dario Franceschini, ha fatto risentire la sua voce tirando in ballo i «rischi per il delicato mercato dei libri». Certo, «il governo non può e non deve intervenire – ha precisato il ministro – sarà semmai l’ autorità Antitrust secondo la legge a valutare come sempre, e nella sua totale indipendenza, l’ operazione». Dunque, Franceschini affida al team guidato da Giovanni Pitruzzella «le preoccupazioni» già lanciate attraverso un tweet il 19 febbraio scorso, su un’ affare che porta «metà del mercato sotto il controllo di una sola azienda». Anche perché per il ministro «non c’ è settore più delicato e sensibile per la libertà di pensiero e di creazione del mercato dei libri». L’ APPROVAZIONE DEI MERCATI Sono un po’ le preoccupazioni anche di scrittori come Michele Mari e Dacia Maraini, convinti che «nulla sarà più come prima», anche se «non si perderà l’ autonomia». Intanto, ci ha pensato il Codacons a presentare un esposto urgente all’ Antitrust contro la vendita. Sul tavolo, secondo i consumatori c’ è la prospettiva di «un’ offerta limitata e dipendente dalle scelte imprenditoriali del nuovo colosso». Ma a rischio sono anche «i prezzi dei libri». Vista dalla Borsa, invece, l’ operazione funziona decisamente. E non solo perché si chiude una trattativa durata sette mesi e che non ha visto altri pretendenti. L’ acquisizione comprende l’ intera quota (il 99,99%) posseduta da Rcs MediaGroup in Rcs Libri con le sottostanti partecipazioni (che al closing includeranno il 94,71% di Marsilio Editore), a esclusione del 58% posseduto in Adelphi Edizioni, che verrà ceduta al socio fondatore Roberto Calasso. A quel punto Rcs ridurrà il debito di 100 milioni con un impatto importante sulla capitalizzazione di 440 milioni. E poi cercherà di mettere sul mercato l’ ultimo cespite di valore dell’ azienda ritenuto «no core», vale a dire la spagnola Veo Television, come ha ricordato ieri lo stesso cfo Riccardo Taranto. Lo stesso che ha escluso senza esitazione che sul tavolo del cda vi sia un progetto di aumento del capitale. Quanto al gruppo Mondadori, a pieno titolo leader di mercato nel segmento libri con poco più del 35% di quota di mercato escludendo Adelphi, comincia ora l’ opera di razionalizzazione. Si tratta di asset combinati che realizzeranno vendite per circa 550 milioni di euro l’ anno, con un margine operativo lordo pre-sinergie di circa 60 milioni. Ma i numeri sono destinati a lievitare viste le importanti sinergie sul tavolo, con le ottimizzazioni di costi su distribuzione, stampa, logistica e piani editoriali. Roberta Amoruso © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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