Franceschini: «Rischi per un settore così delicato»
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fonte:
- L`Unità
● il ministro
sottolinea la preoccupazione ma aggiunge che il governo non può e non
deve intervenire. il codacons presenta un esposto all’ antitrust
M. Ze. La sua «preoccupazione» l’ aveva resa pubblica già il 19 febbraio, con un tweet, dicendo che «è troppo rischioso che una sola azienda controlli metà del mercato». Ieri il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, è tornato a pronunciarsi sull’ operazione Mondadori-Rcs: «Ho già detto come la penso sui rischi di questa operazione sul delicato mercato dei libri. Ma ho anche ripetuto dal primo minuto che il governo non può e non deve intervenire. Sarà semmai l’ Autorità Antitrust secondo la legge a valutare come sempre, e nella sua totale indipendenza, l’ operazione acquisto Rcs». E il dem Roberto Rampi, della Commissione Cultura a Montecitorio, dice che «quando si riduce la pluralità nel campo della cultura non si è mai davanti a una buona notizia», ma anche lui rinvia all’ Autorità Antitrust, organismo a cui tutti ora sembrano guardare chiedendo garanzie. Come il Codacons, che ha presentato un esposto urgente perché «l’ operazione – spiega in un comunicato – consentirebbe ad un unico soggetto di acquisire una fetta consistente del mercato editoriale, pari al 38% del totale. Tutto ciò a svantaggio non solo del settore editoriale italiano, costituito da piccole case editrici, ma anche e soprattutto dei consumatori, che avranno così un’ offerta limitata e dipendente dalle scelte imprenditoriali del nuovo colosso». Senza considerare il rischio che a dettare i prezzi dei libri anche agli altri editori sia proprio il colosso neonato, “Mondazzoli”, come è stato già ribattezzato. Ma ancora ieri all’ Autorità Antitrust non era arrivata alcuna notifica da parte dei contraenti di questa nuova fusione, dunque su quel fronte tutto è fermo. Soltanto quando arriverà la comunicazione ufficiale si aprirà la pratica (con relativa comunicazione al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’ Industria, Commercio e Artigianato, come prevede la legge 240 del 1990) e a quel punto entro 30 giorni l’ Autorità si dovrà pronunciare. Se dovessero riscontrarsi motivi di appronfondimento allora i tempi diventerebbero più lunghi: partirebbe l’ istruttoria che entro 45 giorni dovrebbe stabilire se ci sono o no le condizioni per il via libera. Potrebbe anche accadere che l’ ok sia condizionato alla rimozione degli eventuali effetti distorsivi della concorrenza. In realtà c’ è già chi prevede che questa potrebbe essere l’ evoluzione «perché nei fatti nessuno può dire che siamo di fronte a un monopolio», come osservano dietro anonimato addetti ai lavori. D’ altro canto l’ Antitrust ha ruolo tecnico, si limiterà ad effettuare un’ anali Gli scrittori Preoccupazione non solo dalle parti del ministero di Franceschini, anche scrittori e intellettuali seguono la nascita del “Mondazzoli”. Dacia Maraini, ad esempio, si dice «contraria alla concentrazione dell’ editoria nelle mani di una sola famiglia, di un solo potere. È un errore in generale perché il mercato deve essere fatto nella concorrenza della pluralità». Maraini spiega di avere «un contratto esclusivo con Rizzoli per qualche anno. Non posso cambiare le cose. Devo vedere, devo capire. L’ ho saputo dai giornali, non interpellano mai noi scrittori. Ma non è una questione personale. Il fatto che l’ editoria italiana si concentri in un colosso toglie pluralità di manovra. E poi più è grande una casa editrice e più tende al commercio, non riesce a fare un lavoro culturale dettagliato e ad avere un rapporto con l’ autore». Disincantato Aurelio Picca, che è in Rcs dal 1997, vincitore nel 1999 del premio «Grinzane Cavour», con il suo «Tutte stelle». «È già accaduto tutto dice -. I buoi sono già scappati. Questa è l’ epoca degli scrittori comunicato ri, non che inventano il mondo ma che lo raccontano vedendo la tv. Gli artisti sono fuori dal coro, sono solitari e non li vogliono, non li vuole più nessuno. Anche se non si realizzava questa concentrazione, lo spazio è saturo da tempo, bisogna vedere cosa vogliono fare, cosa vuole il mercato, e fanno sempre quello che vogliono». Problema inesistente per Nicola Lagioia, premio Strega 2015, con «Ferocia»: «Non credo che le case editrici perderanno la loro impronta e autonomia. Einaudi – quando è stata acquisita da Mondadori non ha perduto la sua autonomia. Vedremo come andrà, però di questa operazione sarebbe giusto che parlassero più gli economisti che gli scrittori. È L’ Antitrust che deciderà». Per Giancarlo De Cataldo, il magistrato autore di Romanzo Criminale, «le fusioni sono pericolose, si creano riassetti, si disperdono intelligenze e talenti», ma aggiunge, «l’ editoria è un’ industria, bisogna accettare questa regola. Finora io ho pubblicato libri con Einaudi e Rizzoli e da Einaudi, di cui si paventava la cattura berlusconiana, non c’ è stata invece nessuna intrusione nella libertà creativa».
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