6 Ottobre 2015

Il Codacons presenta un esposto all’ Antitrust

Il Codacons presenta un esposto all’ Antitrust
dal fronte degli autori si alza la voce critica di dacia maraini: “il pluralismo ora è sotto attacco»

MILANO Rcs Libri, la divisione del gruppo del Corriere della Sera, cui fanno capo marchi storici come Rizzoli, Bur, Bompiani e Marsilio, va per 127,5 milioni di euro alla Mondadori, la controllata Fininvest titolare anche di editrici come Einaudi, Piemme e Sperling & Kupfer. Di fronte alla nascita del nuovo colosso dell’ editoria il Codacons ha deciso di rivolgersi all’ Antitrust, presentando un esposto urgente. L’ operazione, secondo il Codacons, consente ad un unico soggetto di acquisire una fetta consistente del mercato editoriale a svantaggio non solo del settore editoriale italiano, costituito da piccole case editrici, ma anche e soprattutto dei consumatori, che avranno così un’ offerta limitata e dipendente dalle scelte imprenditoriali del nuovo colosso. Altro fattore di rischio per il Codacons è rappresentato dai prezzi dei libri, che saranno – anche quelli delle altre case editrici – inevitabilmente condizionati dai prezzi praticati da «Mondazzoli» in qualità di soggetto dominante del mercato. Indipendentemente dall’ iniziativa del Codacons, visto che nell’ operazione il primo gruppo librario italiano acquista il secondo del Paese andando a coprire il 38 per cento del mercato nazionale, il perfezionamento dell’ operazione è in ogni caso soggetto all’ approvazione dell’ Autorità antitrust, che dovrà esprimersi nelle prossime settimane. Dal fronte degli scrittori si alza la voce critica di Dacia Maraini. «Sono contraria – dice l’ autrice – alla concentrazione dell’ editoria nelle mani di una sola famiglia, di un solo potere. È un errore in generale, perché mercato vero deve prevedere concorrenza della pluralità». «Ho un contratto con Rizzoli – aggiunge Dacia Maraini – che mi lega in esclusiva a questo editore per qualche anno. Per il momento non posso cambiare le cose. Ma non è una questione personale. Il fatto che l’ editoria italiana si concentri in un colosso toglie pluralità . E poi più è grande una casa editrice e più tende al commercio, non riesce a fare un lavoro culturale di qualità e ad avere un rapporto proficuo con l’ autore. Se poi, come molti dicono, gli editori manterranno una loro autonomia, allora perché si uniscono?» Da parte sua Marina Berlusconi, presidente del Gruppo Mondadori, difende l’ operazione: «È un rilevante investimento in un settore nobile e speciale come quello del libro. La Mondadori, di cui la mia famiglia è l’ editore da ormai venticinque anni, torna a crescere e compie un passo cruciale verso una sempre maggiore solidità». «Ma l’ acquisizione di Rizzoli – aggiunge Marina Berlusconi – è anche un investimento sul futuro del Paese e sulla qualità di questo futuro. Le dinamiche del settore spingono in tutto il mondo gli editori ad unire le forze. Un processo che in Italia, dove gli operatori hanno dimensioni molto più piccole rispetto a quelli degli altri principali Paesi, risulta ancora più necessario. L’ acquisizione della Rcs Libri va in questa direzione. Una realtà estremamente significativa del nostro panorama librario resterà in questo modo italiana. Tutti dovremmo esserne contenti». Ed Ernesto Mauri, amministratore delegato del gruppo di Segrate, aggiunge: «Grazie all’ acquisizione di Rcs Libri ora siamo pronti per una nuova fase di sviluppo nel mestiere più antico di Mondadori, il più solido e nel quale vantiamo una tradizione di eccellenza e innovazione».
 
 

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