2 Ottobre 2015

Le famiglie tornano a respirare Crescono redditi e potere d’ acquisto

Le famiglie tornano a respirare Crescono redditi e potere d’ acquisto
fotografia dell’ istat: la capacità di spesa risale ai livelli pre crisi

Alessia Gozzi ROMA LE FAMIGLIE iniziano a tirare il fiato. Aumentano i redditi e, grazie alla bassa inflazione, il potere d’ acquisto cresce come non accadeva da otto anni, cioè da prima della crisi. L’ Istat fotografa, infatti, un reddito disponibile in termini reali (tenuto conto dell’ inflazione), nel secondo trimestre del 2015 in aumento dello 0,2% sul trimestre precedente e dell’ 1,1% su base annua. Nello stesso periodo si registra una crescita del reddito disponibile in valori correnti dello 0,5% a livello congiunturale, che diventa un +1,3% nel confronto annuo. La ritrovata fiducia dei consumatori, maggiormente propensi a ridurre il risparmio precauzionale e a spendere di più, fa rialzare la testa anche alla domanda interna. LA SPESA delle famiglie per consumi finali, in valori correnti, è aumentata dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% su base annua. E il carrello della spesa torna a riempirsi un po’ di più: gli acquisti di alimenti e bevande, secondo Coldiretti, invertono la rotta e tornano ad aumentare dopo sette anni di riduzione consecutiva, si prevede a fine anno uno 0,3% di crescita cumulata nei dodici mesi. Contemporaneamente, cala la propensione al risparmio (pari all’ 8,7%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, ma un aumento di 0,5 sull’ anno) e in leggera flessione è pure il tasso di investimento, con un calo degli investimenti fissi lordi dello 0,8% sul trimestre precedente e dello 0,5% nei sull’ anno. Buone notizie arrivano anche sul fronte del turismo, un settore che insieme all’ auto è stato tra i fattori della revisione al rialzo della crescita del Pil: nel mese di luglio, secondo i primi dati Istat, si sono registrate 58.234.331 presenze degli alberghi italiani, con una crescita del 3,1% rispetto a luglio 2014. Invita, comunque, alla cautela il Codacons, secondo il quale «il potere d’ acquisto delle famiglie è ancora lontano dai livelli pre-crisi e, di questo passo, ci vorranno altri 11 anni per recuperare la perdita di capacità d’ acquisto subita, pari al 12% tra il 2008 e il 2014». SULL’ ALTRO fronte della fotografia Istat ci sono i conti pubblici. E anche qui si registrano dei miglioramenti, compresa la pressione fiscale che, pur restando elevata, cala leggermente. Nel secondo trimestre, l’ indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil (dati grezzi) è sceso allo 0,9%, in calo dello 0,2% rispetto al 2014. Migliora nella media dei primi due trimestri anche il rapporto deficit/Pil, sceso dello 0,3% a quota 3,2% rispetto allo scorso anno. Resta positivo il saldo primario (cioè l’ indebitamento al netto degli interessi passivi), con un’ incidenza sul Pil del 4,2%, segno di una gestione virtuosa del bilancio pubblico che, tra l’ altro, beneficia di una minore spesa per interessi del 3,5% nel secondo trimestre. Il che significa un risparmio di 746 milioni di euro per il Tesoro. Nota dolente, come sempre, le tasse: sostanzialmente ferma e ancora alta, la pressione fiscale nel secondo trimestre si attesta al 43,2% con un lieve calo dello 0,1 rispetto allo scorso anno.

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