Volkswagen in tribunale. Pure in Italia
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Volkswagen in tribunale. Pure in Italia
SANDRO IACOMETTI Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, è convinto che alla fine «Volkswagen non sarà più la stessa», ma non vede pericoli per l’ economia della Germania: «Usciremo da questa crisi anche rafforzati». In realtà, l’ impatto concreto dello scandalo è ancora tutto da verificare. Accanto all’ enorme danno di immagine, che ha già paralizzato le vendite del gruppo in tutto il mondo, iniziano in questi giorni a prendere corpo le contromosse delle «vittime». In prima fila ci sono quelle annunciate dei consumatori, che ieri hanno notificato al Tribunale di Venezia, competente territorialmente avendo Volkswagen Italia sede a Verona, la prima class action contro il gruppo. L’ azienda, ha riferito il Codacons, «dovrà comparire davanti ai giudici il prossimo 11 febbraio». Tra le accuse, «la responsabilita ex contractu, per violazione delle norme su correttezza e buonafede, inadempimento contrattuale, diversità del bene venduto rispetto a quello voluto ed elusione delle norme sulla concorrenza». In seconda battuta, ha aggiunto l’ associazione, Volkswagen avrebbe anche la «responsabilità ex art. 2043 c.c. per violazione del diritto ad un ambiente salubre». Nel frattempo, scendono in campo anche i concessionari, che stanno già da alcuni giorni subendo i danni reali dello scandalo. «Finora», ha detto il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, «abbiamo preferito tacere. Ma è importante dire che le parti lese sono i clienti, gli Stati, ma anche i dipendenti del gruppo tedesco onesti, quasi la totalità, e i concessionari». Non è ancora chiaro se i venditori alla fine si presenteranno nei tribunali per chiedere un risarcimento, per ora la preoccupazione di Pavan Bernacchi è rivolta ai clienti, che «devono mantenere la massima fiducia nei confronti del concessionari del gruppo Volkswagen, i quali garantiranno la massima collaborazione per ridurre al minimo tutti i disagi». Ma all’ azienda Federauto chiede un impegno preciso nei confronti della rete di vendita: «Auspichiamo che VW Italia riconosca ai suoi concessionari, a prescindere dei risultati, i bonus di fine anno». Sul terreno dei risarcimenti inizia a muoversi anche il governo. Ieri mattina il viceministro alle Infrastrutture, Riccardo Nencini, non ha escluso che «l’ Italia possa costituirsi parte civile quando saranno accertate la quantità e la qualità del danno». Concetto su cui è tornato nel pomeriggio anche il titolare del dicastero, Graziano Delrio. «Valuteremo tutte le azioni», ha detto, «se siamo stati ingannati o truffati è giusto che ci sia un riscontro o un risarcimento, ma le modalità sono da valutare». E mentre al quartier generale di Volkswagen si è tenuto ieri un comitato di crisi per mettere in moto la macchina dell’ inchiesta interna che precederà quella esterna affidata alla società legale Usa di Jones Day, da Oltreoceano continuano ad arrivare brutte notizie. Il dipartimento di Giustizia, secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, starebbe anche valutando l’ ipotesi di accuse penali per le violazioni delle norme antismog. Si tratterebbe di un caso inedito, che finora i gruppi automobilistici hanno evitato approfittando di un cavillo contenuto nel Clean Act Air del 1970. L’ aggiramento della norma avverrebbe accusando Volkswagen di aver mentito ai regolatori. Gli Usa sembrano inoltre intenzionati a proseguire sulla strada aperta dallo scandalo. La National Highway Traffic Safety Administration accusa la Fca di Marchionne di avere diminuito il numero dei morti e dei feriti avvenuti nei suoi veicoli. Il gruppo ha intanto comunicato che solo sul mercato britannico saranno ritirati 1,2 milioni di veicoli diesel dei vari marchi VW con il software taroccato.Le prime conseguenze Per il ministro Delrio anche il Paese è parte lesa per le emissioni taroccate. Le associazioni dei consumatori fanno denuncia a Venezia. I concessionari chiedono chiarezza. Negli Usa Fca sotto controllo per il numero degli incidentiVolkswagen in tribunale. Pure in Italia Le conseguenze della truffa Usa di Volkwagen cominciano a concretizzarsi anche in altre nazioni. Il problema politico per Angela Merkel resta: per Delrio anche il nostro Paese in caso di truffe è parte lesaLe conseguenze della truffa Usa di Volkwagen cominciano a concretizzarsi anche in altre nazioni. Il problema politico per Angela Merkel resta: per Delrio anche il nostro Paese in caso di truffe è parte lesa.
sandro iacometti
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