29 Settembre 2015

Se la mobilità è nel caos

Se la mobilità è nel caos

I passeggeri non hanno più parole per commentare il trasporto pubblico, gli autisti si dividono tra scioperi bianchi e scioperi precettati mentre le poltrone del Consiglio di amministrazione di Atac hanno le ore contate. Un caos che, dai piani alti, arriva fino alle fermate dei bus. Innanzitutto ci sono gli autisti in agitazione perenne, in attesa del rinnovo del contratto.
Ma non solo: nel mese di luglio , causa i nuovi diktat del sindaco Marino sull’uso del badge e sugli orari di servizio, hanno portato avanti una protesta a suon di guasti e criteri di sicurezza. Per settimane hanno fermato le linee della metro A e B e della ferrovia Roma Lido, scatenando polemiche tra gli utenti e contrasti in azienda, con tanto di rimpalli di responsabilità e risse praticamente ogni giorno lungo i binari della metro. Complice anche il caldo infernale e una criticità cronica fatta di infiniti scioperi, a cadenza pressoché settimanale. Fino all’ultimo, quello dell’15 settembre scorso in concomitanza con la riapertura delle scuole, finito con la precettazione da parte del prefetto Franco Gabrielli. Ennesimo motivo di scontro tra lavoratori e amministrazione anch’essa in pieno caos: le dimissioni dell’ex assessore ai trasporti Guido Improta, giunte a fine luglio e volute da Marino, non hanno avuto l’effetto sperato.
I guai infatti proseguono anche con la nomina del neoassessore Stefano Esposito già ai ferri corti con il dg di Atac, Francesco Micheli. E ora il ricambio riguarda anche il CdA: una volta approvato il bilancio, verrà completamente riformato a cominciare dall’amministratore delegato Broggi ormai dimissionario. E, non ultimi, ci sono i passeggeri che hanno presentato esposti e denunce mentre il Codacons per i disagi di ieri chiede 3 giorni di servizio gratuito per tutti i cittadini. È in arrivo una seduta di Giunta dedicata all’incubo di ieri e ai provvedimenti da adottare

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