29 Settembre 2015

Crolla il tunnel. Tutti a piedi

Crolla il tunnel. Tutti a piedi
traffico impazzito da san giovanni a
prati. pochi bus per migliaia di passeggeri sotto accusa la
manutenzione dei treni. atac apre una commissione d’ inchiesta

Vincenzo Bisbiglia • Ancora una volta è stato solo merito del caso se nessuno si è fatto male. «Siamo appesi alla fortuna», ha detto l’ assessore capitolino alla Mobilità, Stefano Esposito. E deve aver pensato la stessa cosa il macchinista che ieri, intorno alle 8, si è reso conto dell’ accaduto. Già, perché se un carrello del treno si stacca parzialmente mentre è incorsa, recidendo il montante della copertura nella galleria della metropolitana, e dei pezzi di lamiera e calcinacci si staccano cadendo so pra il convoglio stesso senza che vi siano stati danni ai passeggeri, in fondo vuol dire che è andata bene. È successo proprio questo ieri mattina nella linea A della metro di Roma. Dai primi rilievi effettuati da Atac, infatti, pare che il vano batterie del treno si sia sganciato dal convoglio, dov’ è inserito in basso, vicino alle ruote. Una specie di cassetto, nel quale sono posizionate le batterie del convoglio Caf: il contenitore si è aperto nei pressi della stazione Manzoni ed ha iniziato a strisciare vicino alle pareti della galleria fin quasi all’ ingresso di Spagna, trascinandosi per ben 6 stazioni. Qui è accaduto l’ inevitabile: la protuberanza ha urtato contro le doghe di alluminio che fanno da copertura alla galleria e sono in parte crollate sui binari e addosso al treno stesso. Nessun danno alle persone, come detto: solo tanto fumo, un po’ di puzza di brucia to e la giusta dose di spavento per i passeggeri, che hanno evacuato diligentemente il convoglio dirigendosi verso Piazza di Spagna. Tra l’ altro, i tecnici di Atac hanno riscontrato danni, seppur lievi, anche alle gallerie nei pressi delle stazioni di Manzoni e Repubblica. È evidente come questa ricostruzione ponga uno scenario forse meno inquietante ma nei fatti più grave rispetto a quella effettuata a caldo, dove si parlava di un semplice crollo di calcinacci. Sotto la lente d’ ingrandimento finisce il lavoro di meccanici e manutentori delle officine di Osteria del Curato, il deposito della Metro A, dove probabilmente è avvenuto il disguido che ha portato il vano batterie a sganciarsi. Tenendo conto che parliamo di treni, i Caf che girano sulla linea A, sostanzialmente nuovi, dell’ età media di circa 10 anni. Così fioccano le domande: chi doveva controllare che il carrello era perfettamente inserito? Chi doveva verificarne il funzionamento? Cos’ è andato storto nell’ attività di ma nutenzione? Quesiti a cui dovrà dare una risposta la commissione d’ inchiesta interna nominata da Atac, presieduta dal direttore d’ esercizio della linea ammiraglia. Era inevitabile che quella di ieri divenisse una giornata a dir poco campale perla mobilità nella città di Roma. Questo perché la metro A è rimasta chiusa fra Manzoni e Ottavia no dalle 8.30 circa fino alle 15.45. In realtà, la linea è stata impraticabile per la sua interezza, con pochi convogli che andavano avanti e indietro da Battistini a Ottaviano e da Anagnina a Manzoni. Nell’ ora di punta, i passeggeri si sono cosi riversati per strade, a caccia delle navette sostitutive e dial tri autobus. A San Giovanni, il traffico impazzito sull’ Appia e un semaforo rotto hanno fatto il resto, bloccando per ore le auto e costringendo gli utenti del trasporto pubblico a lunghe camminate a piedi. Sicuramente una brutta figura per la città a due mesi dall’ inizio del Giubileo, per la quale sia Esposito che l’ Atac hanno chiesto scusa. Cosa che però non ha impedito alle opposizioni di scatenarsi. Fra gli altri, Lavinia Mennuni (FdI), ha chiesto ad Esposito di chiarire nella Commissione capitolina Trasparenza, da lei presieduta. Passaggio che molto probabilmente verrà effettuato dall’ assessore, ma non prima di produrre la documentazione in una Giunta straordinaria invocata ieri pomeriggio dalla sua collega Alessandra Cattoi. Nel frattempo, fa gola agli utenti la proposta del Codacons: «Tre giorni di metro e bus gratis per “scusarsi” dei disagi».
vincenzo bisbiglia
 

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