Volkswagen, l’ allarme di Padoan In Italia un milione di veicoli a rischio
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fonte:
- Corriere della Sera
berlino vara la class action a partire dal 2016. la spagna pensa di riprendersi gli incentivi della seat
ROMA Da domani inizierà la maxi campagna di richiamo che coinvolge 11 milioni di veicoli diesel con il marchio Volkswagen. La Casa automobilistica ha fatto sapere che, a partire dalle prossime ore, i concessionari del gruppo di Wolfsburg contatteranno i proprietari delle auto su cui è installato il dispositivo che ha consentito di truccare i test sulle emissioni. L’ operazione prevede che i costi siano a carico di Volkswagen. In Italia le auto coinvolte nel richiamo dovrebbero essere circa un milione. Mentre proseguono le verifiche per accertare le cifre esatte del cosidetto ‘dieselgate’, affiora la preoccupazione per una vicenda che, oltre al danno reputazionale per il settore auto, è destinata ad avere un impatto sull’ economia del Vecchio Continente. Lo scandalo ha spinto il governo tedesco a introdurre lo strumento della class action a tutela dei consumatori, a partire dal 2016. Ma il contraccolpo è destinato a farsi sentire anche in Svizzera, dove è stato deciso lo stop immediato alle vendite di auto con motori diesel del gruppo Volkswagen. In Spagna il governo sembra intenzionato a chiedere a Seat(gruppo Volkswagen) la restituzione degli incentivi ricevuti per le auto prodotte con i motori dotati del software che consentiva di aggirare i test. A Roma il Codacons ha preparato un’ istanza sia al ministero dei Trasporti, sia al ministero dello Sviluppo Economico per chiedere il blocco delle vendite di auto diesel del gruppo Volkswagen e l’ avvio di una class action. Un clima pesante. «Si tratta di un colpo molto duro alla fiducia, un ingrediente fondamentale ma tra i più carenti durante la crisi», ha spiegato il ministro dell’ Economia, Pier Carlo Padoan, soffermandosi a parlare dello scandalo. La sua preoccupazione è semplice: «Temo che ci siano conseguenze, mi auguro limitate, anche perché a catena ci potrebbero essere effetti sull’ industria italiana». Il problema, insomma, come dice Padoan «non è solo tedesco, ma europeo». Le paure del ministro discendono dall’ analisi dei dati economici. Il settore della componentistica auto in Italia vale 40 miliardi di euro e nel 2014 è cresciuto del 3,6%. La metà della produzione è destinata all’ estero con la Germania che la fa da padrona con 4 miliardi di acquisti. In particolare, Volkswagen compra prodotti made in Italy per un valore di 1,5 miliardi. Una brusca frenata di Wolfsburg può avere conseguenze dirette sulle aziende che forniscono il gruppo tedesco. Ma ciò che inquieta Padoan è l’ effetto generato dall’ industria automobilistica nel suo complesso. Nel primo semestre la ripartenza dell’ economia italiana si è tradotta in una crescita dello 0,7%. E una componente significativa di questo balzo è dovuta all’ andamento delle vendite nel settore automotive. Da gennaio a marzo il Pil è cresciuto dello 0,4% anche grazie al + 28,7% registrato dagli acquisti per i mezzi di trasporto. Un dato che fa il paio con la crescita del 20,1% segnata nel secondo trimestre. L’ auto e la filiera che le orbita intorno servono cioè anche a fare quadrare il bilancio pubblico.
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